ARTUSI - Scienza in cucina - 1891 copia
275 done una goccia tra i l pollice e l'indice, comincia a filare, basta per questo uso. 379. - Cialdoni Ponete in un pentolo: Fa r i na, grammi 80. Zucchero biondo, grammi 30. Lardo vergine e appena tiepido, grammi 20. Acqua diaccia, sette cucchiaiate. Sciogliete prima c o lf acqua la farina e lo zucchero poi aggiungete i l lardo. Ponete sopra a un fornello ardente i l ferro da cialde e quando è ben caldo apritelo e versate sul medesimo ogni volta mezza cucchiaiata della detta pastella ; strin– gete le due parti del ferro insieme, passatelo sopra al fuoco da una parte e dall' altra, levate le sbavature con un coltello ed apritelo quando conoscerete che la cialda ha preso il color nocciuola. A l l o ra distaccatela alquanto da una parte col coltello e subito così calda sopra al ferro medesimo o sopra a un asciugamano d i– steso sul focolare arrotolatela con un bocciuolo di canna o semplicemente colle mani. Quest'ultima operazione bisogna farla con molta lestezza perchè se la cialda si diaccia non potrete più ravvolgerla sopra sè stessa. Se le cialde restassero attaccate al ferro ungetelo a quando a quando col lardo, e se non venissero tutte unite, aggiungete un poco di farina. Sapete già che i cialdoni si possono servir s o l i; ma è meglio accompagnarli colla panna o colla crema mon– tate ed anche col latte brulé o col latte alla portoghese. 380. - Fave alla romana o dei morti Queste pastine sogliono farsi per la commemorazione dei mor ti e tengono luogo della fava baggiana, ossia
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