ARTUSI - Scienza in cucina - 1891 copia

276 d'orto, che si usa in questa occasione cotta nell' acqua coll'os,so di presciutto. Tale usanza deve avere la sua radice nell' antichità più remota poiché la fava si offeriva alle Parche, a Plutone e a Proserpina ed era celebre per le cerimonie superstiziose nelle quali si usava. Gli antichi Egizi si astenevano dal mangiarne, non la seminavano, nè la toccavano colle mani, e i loro sacerdoti non osavano fissar lo sguardo sopra questo legume, stimandolo cosa immonda. Le fave, e soprattutto quelle nere, erano considerate come una funebre offerta, poiché credevasi che in esse si richiudessero le anime dei morti, e che fossero somiglianti alle porte dell'inferno. Nelle feste Lemurali si sputavano fave nere e si percuoteva nel tempo stesso un vaso di rame per cac– ciar v ia dalle case le ombre degli antenati, i Lemu ri e g li Dei dell'inferno. Festo pretende che sui fiori di questo legume siavi un segno lugubre e l'uso di offerire le fave ai morti fu una delle ragioni, a quanto si dice, per cui Pitagora ordinò a' suoi discepoli di astenersene ; un'altra ragio– ne era per proibir loro di immischiarsi in affari di go– verno, facendosi con le fave lo scrutinio nelle elezioni. Va r ie sono le maniere di fare le fave dolci ; io vi indicherò le seguenti che certo non sono delle più fini, ma possono passare: Pritna Ricetta Fa r i na, grammi 200. Zucchero, grammi 100. Mandorle dolci, grammi 100. Bu r r o, grammi 30. Uova, N. 1. Odore di scorza di limone, oppure di cannella, o d'acqua di fior d'arancio.

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