ARTUSI - Scienza in cucina - 1891 copia
285 coniglio diversi dei commensali rizzarono i l naso, altri rimasero come interdetti ed uno di essi, che era l ' i n– timo della famiglia, guardando con orrore nel proprio piatto, rispose: « Guarda quel che ti è venuto in capo di darci a mangiare ! almeno non lo avessi detto ! mi hai fatto andar v ia l'appetito. » A un'altra tavola essendo caduto per caso i l discorso sulla porchetta (un maiale di 50 a 60 chilogrammi sparato, ripieno d'aromi e cotto intero nel forno) una signora esclamò : « Se io avessi a mangiare di quella porcheria non sarebbe possibile. » Il padrone di casa piccato dell'offesa che si faceva a un cibo che nel suo paese era molto stimato, convitò la signora per un'al– t ra volta e le imbandì un bel pezzo magro di quella vivanda. Essa non solo la mangiò, ma credendola forse vitella di latte, trovava quell'arrosto di un gusto ec– cellente. Molti altri casi consimili potrei na r r a r e; ma non voglio tacere di un signore che giudicando molto deli– cata una torta, ne mangiò per due g i o r n i; saputo poi ch ' e l la era composta di zucca gialla non ne mangiò più non solo; ma la guardava bieco come se avesse ricevuto da l ei una grave offesa. Eccovi la ricetta: Patate grosse e farinacee, grammi 700. Zucchero, grammi 150. Mandorle dolci con tre amare, grammi 70. Uova, N. 5. Una presa di sale. Odore di scorza di limone. Lessate le patate (meglio sarebbe di cuocerle a va– pore), sbucciatele e passatele dallo staccio quando sono ancora ben calde. Sbucciate e pestate finissime insieme collo zucchero le mandorle, versatele nelle patate co- g l' altri ingredienti, lavorando i l tutto con un mestolo
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