ARTUSI - Scienza in cucina - 1891 copia
287 colle candele di sego che tuffavano in una pentola d'acqua a bollore, strizzandone i lucignoli ; ma quando nel 1849 sfortunatamente ci ricascarono addosso, fu– rono trovati assai r i nc i v i l i t e i l sego non era v i s i– bile che ne' grandi baffi delle milizie Croate col quale li inzafardavano, facendoli spuntare di quae di là dalle gote, lunghi un dito e r i t ti inferiti. Però, a quanto dicono i viaggiatori, una predilezione al sego predo– mina ancora nella loro cucina, la quale dagl* Italiani è trovata di pessimo gusto e nauseabonda per untumi di grasso d' ogni specie e per certe minestre sbrodo– lone che non sanno di nulla. A l contrario tutti conven– gono che i dolci in Germania si sanno fare squisiti e voi stessi potrete, così alto alto, giudicare del vero, da questo che v i descrivo e dagli a l t ri del presente trat– tato che portano i l battesimo di quella nazione. Zucchero, grammi 250. Fa r i na, grammi 125. Mandorle dolci, grammi 125. Bu r r o, grammi 100. Cremor di tartaro, grammi 15. Bicarbonato di soda, grammi 5. Rossi d' uovo, N. 8. Chiare, N. 5. Odore di vainiglia. Le mandorle sbucciatele, asciugatele bene al sole e pestatele finissime in un mortaio con una delle dette chiare. Lavorate pr ima i l burro da solo con un mestolo, rammorbidendolo un poco d'inverno a bagno maria, aggiungete i rossi ad uno ad uno indi lo zucchero e l a– vorate queste cose insieme almeno mezz' ora. Unite al composto le mandorle e rimestate ancora, poi le quattro chiare montate e la farina fatta cadere da un vagliettino, mescolando adagio. Per ultimo versate le
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