BALDINI - DE' SORBETTI - 1784 copia

5* •De Sorbetti che quando egli nacque, non era grati tempo, da che fé ne faceva ufo , ma che fé ne metteva tra li veftiti a cagron del fuo odore , e del valore che gli fi attribuiva di difenderli dalle tignuole • Si Scoprirono di mano in mano , e in vari tempi le virtù , e gli ufi del cedro, a forza di molte fperienze . V ufo ordi– nario egli è di porre in un vafo di latta pieno ft acqua una determinata quantità di fugo di cedro, e di zucchero in giu– lebbe , con qualche altro ingrediente di minor quantità,per conciliare al forbetto più grato gufto , che agghiacciato , fom- miniftra in noi deVvantaggiofi effetti, sì per le qualità del gelo , che per le pro– prietà de'fubacidi. Dalie analifi chimi– che fi ha , che il cedro in fé racchiude molt/ acido con qualche porzione di olio e di fale ammoniacale . Quindi è , che sì fatto forbetto fi ha per. opportuno pre- fervativo de'veleni ( i ) ; per rimedio gran– de (i) Dice Ateneo : Si quis citreum integrum , & quale natura ejì cum /emine in attico melle coquat, aonec liquatum tabefcat , O ejus liquoris ntatutino très , quatuorve digitos Jumat^ tutus erit a venenata omnibus rebus . E Virgilio benché Poeta * pure così fcrifTe : Lia, II. Geòrgie, v. \<i6. Me-

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