Barricate a Parma_ocred

Sri sede RC CARTER 18 riferisce che I’ Alleanza del Lavoro ha proclamato lo sciopero generale in tutta Italia; ma il medesimo giornale poi smentisce la notizia. Nello stesso giorno un manifesto del comitato segreto d’azione dell'Alleanza del Lavoro proclama lo sciopero generale a partire dalla mezzanotte. Da notizie di stampa sembra poi che anche nell’interno dei comitati dell’A1- leanza del Lavoro si sia arrivati alla decisione dello sciopero con un voto di lieve maggioranza (9). Una critica va pure avanzata al modo col quale si conclude lo sciopero; si lascia intendere ai lavoratori che il governo si è impegnato formalmente a ristabilire la legalità: “Entro domani, gio- vedi, lo sciopero cesserà. . .. Il Governo pubblicherà un proclama... dando delle serie garanzie per il rispetto e la tutela della libertà”. Ci siamo soffermati su vari aspetti dello ‘sciopero generale legalitario” non tanto per esaminarne tutte le contraddizioni, ma per poter dare una pallida dimostrazione dell’inefficienza degli organismi nazionali del pro- letariato italiano sia nel campo sindacale che in quello politico. Del resto ci si può chiedere come si poteva riporre fiducia nelle affermazioni dell’Alleanza del Lavoro se nello stesso giorno di chiusura dello sciope- ro, l’ufficio stampa del partito fascista diramava il seguente comunica- to: “Ordine perentorio a tutte le Federazioni provinciali fasciste di occupare per domani giovedì (3 agosto), ove il governo non avesse dato per la mezzanotte segno di essere deciso‘a ripristinare l’imperio della legge, tutti i capoluoghi di provincia”. Ogni federazione provinciale doveva rispettare questa direttiva: ‘Se costà sciopero finito sospendete occupazione capoluogo provincia, restando mobilitati attesa ulteriori ordini’’(10). Contradditorio fu pure l'atteggiamento della confederazione dei lavora- tori di ispirazione cattolica. Quando lo sciopero viene proclamato è giudicato immediatamente “un'azione di massa dannosa agli interessi della classe lavoratrice e a quelli del proletariato” e pertanto invita i suoi iscritti a non aderire; ma poi corregge la sua posizione indicando nelle finalità dello sciopero una giusta rivendicazione: “la difesa delle libertà civili e sindacali costituisce la più essenziale rivendicazione della classe lavoratrice”’(11). Ciò non toglie che una settimana dopo la confe- derazione bianca si vanti di non aver aderito allo sciopero, di aver consentito, con i propri aderenti, il funzionamento di buona parte dei servizi pubblici e di avere così “impedito dannose reazioni, salvato i lavoratori da sdegni e da ire, conciliato molte simpatie’’(12). Tutte considerazioni al di fuori di ogni realtà dato che le squadre fasciste stavano per aggredire anche le ultime posizioni tenute dai “bianchi”. Il tentativo dei socialisti riformisti di utilizzare lo sciopero generale in funzione “collaborazionista”’ aveva certamente un senso. In una situa- zione disperata, con la macchina dello stato favorevole al fascismo, non poteva essere irrilevante l’ipotesi di favorire, con l’appoggio dei deputati socialisti, un governo deciso a debellare il fascismo. Ma allora è arduo trovare una spiegazione nelle parole pronunciate dal Turati subito dopo essere stato ricevuto dal re; egli afferma che “non sarebbe possibile” disarmare i fascisti, dato che essi sono “400.000 uomini ben equipaggia- ti, moralmente pronti a qualunque cosa’’(13). A conclusione della sfortunata vicenda dello sciopero generale l’Avan- ti! del 18 agosto lamentava il fallimento dell’agitazione per le manovre dei “collaborazionisti”” e poneva in risalto che ben si sapeva da parte di tutti che “la folla stessa lo avrebbe interpretato in ben altra maniera”. Infatti, per esempio a Parma, non aderire allo sciopero prima e sospen- derlo poi avrebbe voluto dire arrendersi senza condizione all’occupazio- ne della città da parte di un forte concentramento di squadristi, con le violenze e le rappresaglie che ne sarebbero seguite. Anche se si vuol prestare fede al corrispondente parmense del Corriere della Sera che riferisce di un inizio poco incoraggiante dello sciopero, quando arriva la notizia in città che una colonna guidata da Balbo, forte di migliaia di squadristi si dirige verso la città per occuparla (e si viene a conoscenza dell’occupazione di Palazzo Marino, municipio di Milano, che sarà seguita il giorno successivo dall’incendio dell’Avanti ! ) non è più pensabile che lo sciopero abbia raggiunto veramente il suo scopo, cioè l'impegno del governo a combattere l'illegalità fascista. Altre noti-

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