CALESTANI - Osservazioni - 1655 copia

8 3 Offeruatiorii per doue ella pafla. Acuifce i fentinienti à letterati,& lor (occorre aH ( hora,cheper trop– po ftudiare,leggere,&termere (ì trouano oppre(fi,& faftiditi : à farla fi prendon dì cinna- momojegno del balfamo>afai o,tk fpigo.nardo numce,& zaffrano ana dramme feìrd'aloc dramme cento. , . Ojjernatione neilahiera picradì Galeno. Qiiefta hiera picra detta di Galeno e vna delle più vfìtate. Per le cui mirabili facoltà , &diuino, n'haìiaiiuto elh il nome di facra. Ec cofify ${&&:& & picra d'amaritudine. Sopra alla qua! compofitione , quantunque molto haueffimo prcfuppofto di ragion ai tri, ne (ìarno nondimenopofeia rettati hauendo trouato il Brafà- uolahauerne detto à biftanza, & cori eccellenza nelle hiete delle Tue pilole. Et parimen– te bauerne toccato rReuerendid*Araceli t nella lorocenfura inMefue nella hìera picra-*)»- Qiiefta che diciamo eflere detta di Galeno ò quella, che più generalmente s'oflerua^ , & che fi lauda anchorapiti. Si tiene ella preparata à tre guife : l'vna à forma d'elettua- r io, con libre quattro di mele fpumato per ogni libra>chefia Ja polue \ l'altra fi tiene iii^» mafia di pilule > & chiamafi pilule di hiera picra > ouero femplice ; laterza tienfi in pol– ue (bttiìiffima, che fottiiifïïma tutta deue eflere, quantunque Pafaro per pi ouocarc_* l'orina fufle migliore trito groffamente , accioche meglio n'entra, & trapaflà l'aloè per le vieangufte , e ftrette fenza impedition d'ale una -groflezza, E quetVvkima in polut_j la hiera ilteffadi Themifone : percioche 3 comefi comprende aliai bene da Galeno y ne fu eflb il primo auttore : $c è quefta che1 predetto Galeno vsò in Roma al fuo tempo : &c quella che tantofi troua appreggiata^& celebratala Andromaco, OC d'Afclepiade, d'Ae- tio,da Paolo, da GaJeno, da Auicenna^d 7 Attuario^da Me(ue,& da tanti altri digniflfimi, perle virtù fue degne, &fublimi attenga.» che non tutti fi confaccino ne femplici , oc nel loro pefo. Dadi in polite, & fola, & in permiiiìone d'altri medicinali quanto fia-** vn cucchiaro , ch'è il pefo d'vnodinaro,cioèd'vna dramma çommunce più anchora, §c meno fecondo che ricchiedono l'indifpoficioni de gli infermi, Et con effe 1 ei fi magnifica– no altri medicamenti à gran virtù :fi come fono le pilule del lapide armeno Je cocchie^ ? Taffaìareth, le alandahaUe fìomatiche , quelle d'agaric, & moke altre , Si troua an– chora inefla compofitione efferui aggiunto da FifiçïdigqiifiIlîiiiÎ5&: Medici prudenti/Timi altri femp!ici:come legno aloejegno caffîa^fquinanthojçajpefio^mirabojanb epi- thimo,ro/e,aflenzo,&: altridiuerfi .nomandola pur fempit' hier^ picra di Galeno \ penche niuna,c habbia tale aditione fì còftuma i fadxh che quella con agarico > ja^cui adi t ion^j daflì in detta hiera di effo agarico in tanta quantità, quanto fia vno de prim" femplici, fi come diremmo nelle fue pilule. Noi olferuiamo componendola in elettuariò çomf ork.^* con mele fpumato à doppio pefo, che fia la polue. Et fi proua poi cofi comporta eflere valorofi{ïïma,& e (Terne intieramente fodisfatro Galeno dell'ordine , che ha egli meffo di darla con mele fpumato . Il Thertonefej&: il SuardQVQglionò chefia comporta con tan– to pefo di mele , quantofia la poluerma à quefto modo confettata ne diuieneella poi inut breuedurifïïma , nel qual douria^mamenere ferma delettuaria. La onde fia affai meglio à confettarla > comehabbiamo noi detto,, fiorimele à..pefo Aio doppio* Et in quefta^ maniera• veggìafrio douere eftere la confettinone d'ogni altra hiera. Nell'Herrnetica pro– pria lo fpecifica l'auttore, dicendo douetft tutta confettare con tanta quantità di mele, che diuenga come pafta • Et fé nell'altre hiere non è esplicatofi chiaro : non è però, che tali non debbino eflere confettate, fi come benifllmo fa ogni diligente Medico, &c fpecia- le y perche fono le hiere confettionfjChe fi danno m poca, mavalorofa quantità. Hab- biamo per ottfmo configlio lo adergere nel mele pofeia,eh£ è fpomafo', &ç pofto le fpe^ eie , alcune goccie di vino odorato per ëfsere in ogni medicina di qual fi voglia qualità, intentione diconfortamentojfi come ci hanno fatto conofeere molti Medici nella dottri– na,.. & arte medicinale eccellentifïîmos'auer'tirà nel comporta di non mettere le poi ili nei mele infino à tantoché non fia egli diuemito freddo : accioche l'aloe non s*amaflfa,& ftrin- , gafiinfiemeàguifadidurovifco. Alcuni hanno detto non doyerfi dare la hiera innanzi la fermentatione fua di feì mefi, & che fatta che fia,fi debba fepellire in grano,ouero iii-> ©rzojouero fi confetta > & che è meglio ò di Giugno, ò di Luglio. Ilche da prudenti è r i-

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