CALESTANI - Osservazioni - 1655 copia
NegliEIettuarij. 97 în luogo ombrofo per tanto fpatio > eh e cominciano à fmofcîrfi* e perder Inumidita loro eferementofe • Poi fi peftano beni/ïîmo in mortaio di marmo>fe gli aggiunge fopradi zuc– charo bianco più tre volte à pefo>che fieno effe rofe > & cofi fatte. Il zuccharo roterò > fi pone in vafo di vetro>ouero di terra ben vit riato^coprendolo con cartapecora>&" fi lafcia al fole per tremefi>agitandolo>ogni giorno fpeffe volte. Altri fono che fanno quefto zuc– charo con rofe ferrate* cioè in bo t t on i^ quefto è più ^i t t ico. Et altri fono, che non pe– ftano le rofe ma le tagliano minutamente con le forbici,& le mefehiano col zuccharo* Se l'inuafanOj& lo fanno ftare al fole . OJJeruatiomnelxMccbaro rofato di Afefue . Quefto zuccharo rofato in tre modi è deferitto da Mefae nel fuo antidotarfo . Il prì- mo } & il fecondo fi fon fempre offeruatì da ciafcuno> & s'offeruano anchora hoggidìda^ molti.Lerofe per quefto zuccharo feranno rofte di vera roffezza 5 & non le incarnate do* meftiche,che diqueftefono migliori le campagnuole per non tenere in fé facoltà fokuiua; ma la ftitrica fola confor tatiua^con Inumidita appreflb rinfte/catiua * Zuccharo rofatomagtfirale\ A compor zuccharo rofato in altro modo>togliefi di rote roffe impiflfïte all'ombra, &: difongfate libra vna; di zuccharo libre tre y chiarifeafi effo zuccharo , & fi cuoce tanto % che toltone vna goccia cofi caldo fu la punta delle dita 5 & ftrofìandole fileggia* & s appai- lotta*fi come quando è cotto da manufchrifti. Nelquale eflère peruenutoVò poco innan– zi fiano peftate* òcon fubitapreftezza % et fènza intermiffione peftanfile rofe, &c me- fchianfi col zuccharo detto > rompendouelo dentro con vn mefcolo*ouero fparola > &; condeftrezza tale , che il zuccharo non s'imbianchi. Auertcndo dileuarne il fuoco tofta che fiano rot te. Et cofi mentre che ê caldo fibutta ne baratoli > ò vafi Cuoi 5 nonlafc/an- do * che fi raffreddi nello ftagnato . Percioche non haurebbe po/efa quella grana per den– tro * ne quel Iuftro 5 che fuole hauere . Et fe'cofi nel vafo fi porrà per tre , ò quattro giorni al fol enverra anchora più bello>per quella goccia>che le fi crema di fopra fplendida>luftra & rubiconda * OJJeruationenelzMccharo*rofato magìftrale. Quefto zuccharo rofato quello chofferuiamo noi,& che oifcruano moltf>& molti altri anchora. Auenga che molti iniquiySc ignoranti moffi più torto dal non fapere * & dall'in- iiidia*che da alcuna altra ragione noi vogliono credercene concedere per effere egli d'ilio uentione nuoua : ch'à loro pare che tanto non pollano fapere i moderni quanto habbino faputo gliantichi. Nel che molto s'ingannano > effendo hoggidì vie più> che mai non loi correttala medicina ( mercè dello ftudio,& arte de i Medici flìuftnVS*: fàggi Speciali) ma anchora ciafcunaaltra arteafcefa>à quella perfettione,che forfè fia maiftata,fi come bene da fé fteffe ne fanno l'opere chuuiffima fede. Dannano coftoro quefto zuccharo rodato per effere egli fatto al fuoco^pareiido loro fenza altro confiderare * che non habbiaeglììa proprietàmedefìma y & la facoltàdi quello faitoal foie. Et dicono anchora) che gli Spe– ciali di Napoli fuoi inuentori non da boutadeinduttiVna d'auarina,hanno introitato que– fto mododi zLiccharo^à fine folo di poterlo fare con ogni forte di rottame ili zuccbaiThdi- fettOjche non crediamo noi,che fia in tutti gli Speciali di Napoli,anchDracheditale fatto co vitiofaartefene vega già copia fu moltefìererma folamen tein quelli più cupidi detcìa- narojche dellhonore. Al cui vido,& difetto rimediarà beniflìmo ognfSpeciale, noi com– prando da taf venditori^ma facendotelo da féfteffo^pofeiache l'arte, &il modo di farlo è hoggimai nQtiffluxo à ciafenno. Noi fattolo ad alcuni noftri araicb& perche lor fia & di gufto 5 & di coìorepiti piacciuto h.ibbiamoad vna libra,ehe Gaftato il zuccharo>& propria- mente,nella fin della cattura pofta oncia v na di fucco ài rofe rafie tratto fubito. fubito > & & non datoui più ài oncietre di rofe pefte 5 come habbiamo detto fenza intermifiìone 5 & con onciamezadi fucco è ancora belliflìmo. Maio fpruzzami nella fine alcune goccie di fucco di ìuBone>trappaffa ogni altra cofa a fare quefto bellone di quel chiaro colore ?* ch#traggeal viuac e incarnato , ' Altro zuccharo rofato ] magifirale.. Pertuggiafi nel fondo con vnoaguliolo vn pane integro di zuccharo fino > et nel fo- ^toûmcctevn grano > ò dae di inufchio > et altra tanta ambra > (temperati; prima a- G 2. meadue
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