Cuciniere italiano moderno - 1851
274 più amaro ma più stomatico. I/ avanzo può servire per un altro mezzo barile, ma meno forte. — 905. T i no f ebbr i f ugo. Chinachina giovane, \ Scorze cP arancio, f . . . Radiche di genziana, cinque grossi e diciotto grani. F i o ri di camomil la, J Vino bianco un boccale. Spiri to, a ventisei gradi, un' oncia. Soppestate la chinachina, le scorze d' arancio, e le radiche di genziana; mettete il tutto per tre gior– ni col la camomilla in fusione nel vin bianco^ al quale avrete aggiunto lo spiri to; dipoi filtrate; per farne uso se ne prende una cucchiajata a digiuno od un'ora avanti il pranzo. Se ne prende un'oncia o due mattina e sera nelle febbri intermittenti. —• I d r ome l e . Miele dieci l ibbre; acqua cin– quanta l ibbre: lievito in pasta tre once. Fate fermen– tare e bevete. Osservate che il miele sia di perfettis– sima qualità. R A T I F I E. — Rataf ià di fior d ' a r an c i o. Prendete due boccali di spirito, tre libbre di zucchero in polvere ed una l ibbra di fior d ' aranci nettati; fate un suolo di zucchero in un vaso di terra o di cristal lo; mette- teci sopra i petali del fior d ' aranc i o: cuopriteli con zucchero : mettete di nuovo petali e seguitate così, terminando con un letto di zucchero : coprite con un testo: inviluppate il tutto in un panno l i no, mette– telo in cantina per otto o dieci ore od in luogo as– sai fresco. Dopo versateci un boccale e mezzo o tre mezzette al più di acqua tiepida, mettendocene pr ima la metà, e mescolando leggermente onde si liquefac- cia lo zucchero : versatelo dipoi sopra uno staccio o
Made with FlippingBook
RkJQdWJsaXNoZXIy ODkxNTE=