Cuciniere italiano moderno - 1851

ir 282 — 9 3 5. P a s ta M er l ' o r z a t a. Prendete una l ib- bra di mandorle : sbucciatele con acqua calda: pesta– tele bene gettandovi un poco di acqua ogni tanto ac– ciò non vadano in o l i o; mischiatevi mezza l ibbra di zucchero passato per istaceio di seta e alcune gocce d'acqua di fiori d' arancio; formatene una pasta e ser- vitevene pei bisogni. — £$3S. R i b à ia di ca f f è. La più semplice e più spedita maniera è quella già conosciuta di porre in un vaso qualunque; mentre l ' acqua bolle, una data dose di caffè abbrostolito in polvere, stando bene at– tenti di r i t i rar lo dal fuoco allorché minaccia di dar di fuori, facendo questa operazione per tre o quattro vol te; ritirando dipoi dal fuoco affatto, lasciando r i – posare, acciocché si chiarisca perfettamente: decanta– telo dipoi nel bricco e servitelo. Potrete adoprare, in luogo di acqua semplice, le ribol l i ture dei fondi del caffè già stato fatto i l giorno avanti. Può farsi ancora con la caffettiera alla Dubelloi, che consiste in un ci l indro di latta aperto di sopra e chiuso di sotto con una lastra forata di piccol issimi buch i: mettesi questo ci l indro sopra una caffettiera, e s' introduce in esso il caffè in polvere, versandovi sopra l ' acqua bollente per mezzo di un ptccolo co- latojo che la fa cadere a guisa di pioggia: per questo mezzo il caffè s ' inumidisce lentamente, e l ' acqua si impregna più facilmente del l ' aroma del medesimo e scola nella caffettiera. Il caffè è al lora spogliato di tutto il suo aroma , e lo prova i l fatto che se vi si ripassa del l 'acqua bollente esce poco colorita, e con un odore ed amarezza assai sgradevoli. Con tal metodo si può fare quasi un'essenza di caffè, facendoci sopra passare Y acqua bollente con lentezza: e se nel ci l indro saranno sei tazze di caffè, la prima che passa l 'avrà quasi spogliato int ieramen– te, e questa sarà veramente quasi una essenza di caffè, suscettibile a conservarsi in vasi chiusi aggiungen- >

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