Cuciniere italiano moderno - 1851

6f> r inate V ana e l e altre, e compr imeteli co n del icatezza. Metteteli a cuocere i n brodo bo l l ente; allorché siano cotti scolateli bene co l colatojo, e condi teli come i mac– cheroni ( n . 15 5 o 156) . Potete aggiungere al la pasta due rossi d'uov o e u n poc o d i bu t i r r o, e così i t op i ni saranno mi g l i o r i. Vo l endo li fare pi ù al la famigl iare, m a del icatis– s imi, fate un a densa far inata bianca salata i n luogo della pappa: dipoi fate i l rimanente come sopra, m a non mettete l e uova e d i l bu t i r r o, e condite come i maccheroni a l la famigl iare ( n . 158) . — £5$). Cwraocclfeetti p e r le eoBifciiïessioii i g r a– c i l i. S i forma un a farinata co n fior d i f ar ina bianca, latte, u n poc o d i sale, e bu t i r ro quanto una noce. F a – tela restringere al fuoco finché no n venga densa come la pasta de l pane, aggiungendoci u n poc o d i f ar ina se fosse troppo l i qu i da. Agi tate la sempre co n mestolo d i legno acciocché non s i attacchi e prenda V odor di b r u– c iato: quando si a cotta e mezzo raffreddata poneteci tante uova int iere quante n e abbisognano pe r r i d u r la a l la consistenza d i un a polenta u n poc o tenera. Ve r– satela sopra a d un a lastra qualunque inf ar inata o so – pra a d u n piatto grande a l l ' a l t e z za d i tr e o quat t ro scudi. Quando si a raffreddata tagl iatela a piccole por - zionifle qua li infarineretemolto; gettatela i n acqua mo l– to bol lente, e dopo pochi bo l l o ri quando sieno venute a gal la l e leverete co n mestola forata. Scolatele bene e conditele a suo li come g l i agnel lot ti ( n . 152) , ado - prando u n poc o pi ù d i formaggio acciocché g l i gnoc- chetti restino be n prosc iugat i. Si pu ò anche aggiungere u n poc o d i zucchero se – condo i l gusto. Se volete i n luogo d i f ar i na adopraie fecola d i pa – tate, potete farlo, ch e così vengono s q u i s i t i, m a b i – sogna fa r l a pasta u n poc o pi ù consistente. Osservate quando mettete l e uova d i agitare mo l– t i ss imo la pasta, ed i l modo pi ù adattato sarebbe di po r la in u n mortajo d i marmo e dimenar la co n un pestello di legno.

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