Cuoco piemontese - 1766 copia
444 Capitolo XXVtl. per prenderne le amandole, quali dopo eh? avrete pelate le peitarete bene , mettendole pofeia nel vafo colle Albicocche, e due pin- te d'acquavita, una mezza libbra di zucca- r o, un poco di cannella , ed otto garofani con alquanto di macis ; otturate bene il va– fo , lafciandovi il tutto in fufione per quin– dici giorni, o tre fettimane, proccurandodi fcuotere di tanto in tanto il vafo ; indi paf- fatelo per un colatojo permetterlo ne ' vaf i, che porterete poi in cantina. * Perì di Rouffellet alP Acquavita. Si fanno nello ftefiò modo , come di fo- pra fi è detto delle Albicocche all 'acquavita. Ptune aiF Acquavita* Le Prune di qualsivoglia forta effe fiano Ci fanno nella fieffa maniera come le A l b i– cocche all' acquavita y offervando la fieifa cottura» * Rattafia di Ciriegie . Prendete delle Ciriegie belle, e ben ma– ture , levate loro i gambi, ed i nocciuoli , aggiugnendovi alquanto di Mora di rovo , fchiacciate poi il tutto affieme , mettendole in qualche vafo che fia ben proprio , e la- fciandole per quattro o cinque giorni ; proc- curate di rivolgere la malfa due o tre vol– te al giorno, che così prenderà un bel co– l ore, ed ottimo gutto: allora premete il tut– to bene per ricavarne i l fugo; e pofeia m i- furarete i l fugo ricavato, e fopra tre pinte di fugo vi metterete altrettanto i ' acquavi– ta , e fopra quella dofe pefhrete m pugilli
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