Cuoco piemontese - 1766 copia

44« Capitolò XXV1L fchiumora , e ritirandola con foffiare a tra- verfo de' bachi ve n'efcano delle groiTefcin- tille di zuccaro ; allora levatelo^dai fuoco* mettendovi una mezza libbra di foglie di fiori di cedro; fategli dare due o t re bolli col zuccaro, togliendolo pofcia dal fuoco, e coprendolo bene, lafciandolo per lo fjpázio di cinque o fei ore nel zuccaro, indi rimette– telo fopra di un fuoco lento con uria pinta d' acquavi ta ; lafciandolo fopra il fuoco me– diocre fino che il zuccaro fia ben mi i ta, ed incorporato coir acquaviti : indi paifate il Rat tapa in una fervietta , mettendolo dopo se' ri aiehi • Per confervare i fiori di cedro che vi han– no fervito a fare il Rat tafia , dopo che fa– ranno fiati ben premuti prendete una mez– za libbra di zuccaro,e mettetelo in una pen– tola con un poco d'acqua , facendolo bolli– re , ed ifchiumandolo : continuate a farlo cuocere finche immergendovi due dita netP acqua, e poi nel zuccaro, e di nuovo neh* acqua frefea , il zuccaro che reftò attaccato alle dita ..fi rompa netto, allora mettetevi i fiori di .cedro,e fategli dare un piccolo bol- Jo , levatelo dal fuoco , e rivolgetelo finché il zuccaro divenghi in polvere , mettendolo ipofeia fopra una fiamigna ; ricordatevi di mettervi fotto qualche cofa per non perde-, re i l zuccaro che pallerà per traverfa. Que– l li fiori di cedro vanno meffi in un luogo* fecco per poterli conservare ^fervendoli po– fcia di efìi per metterli nelle Creme , ed in tutto ciò che ha bifogno di fiori di ce– dro triti • à Rate*» *

RkJQdWJsaXNoZXIy ODkxNTE=