Cuoco piemontese - 1766 copia
45- . , Capìtolo XXV1L avrete l a diligenza d i rivolgerla di tanto i n tanto con un cucchiajo finché fia bene rap - jrefa , perchè non facendo così , fi agghiac- darebbero i foli bordi , e non i i mezzo * Quando po i farà bene agghiacciata aggiu– n t e la ne ' piccoli bicchieri a ci ò desina– li y bi fognando beveria nello fi e fio tempo . Ricetta per fare il buon liquore chiamato Vefpetro , approvato da' Medici. Prendete una botte di vetro grofiò , o di felce, che tenga alquanto più di due pinte : mettetevi dentro due pinte di buona acqua- vita , aggiugnendovi l i femi che feguono , dopo d ' averli rotti groflòlanarneiue i n un .mortajo , cioè : due ottavi d i femi d' ange– lica , un 1 oncia d i femi d i coriandro , un buon pugillo di fenocchio, altrettanto d'ani– ce, aggiugnendovi i l fugo di due ci troni con li pezzi delle feorze , ed una libbra di zuc - caro, lafciindo i l tutto infufione nella bot– te per quattro, o cinque-giorni \ ricordate– vi d i rimuovere di tanto in tanto la botte, acciò con più facilità fi diffolva i l zuccaro \ indi patTarete i l liquore per renderlo più chiaro con una carta grigia, mettendolo pò* feia ne ' va l i, i quali otturerete con grandi – ligenza . Proprietà , e virtù del liquore detto Vefpetro . E' buono i l Vefpetro per i dolori d i fto- maco, indigeftione , vomiti , col ica, clona– zioni , mali d i colla o di r en i, difficoltà di orinare, opprefiione, giri d i capo , re n a u– ti fmi y e refpiro grave ; fa pure morire H vermi-
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