Cuoco pratico - 1867 copia

109. F a r i n a ta b i a n ca in di ver se m a– n i e r e. Si prende alquanto fiordi f ar i na, si mette in un calderotto, o al tro vaso fondo, con brodo t iepido, gettandovelo a poc o a l la v o l t a; si disfà questa far ina ag i tando la sempre con un mestolo di legno onde non si f ormino g r um i: quando sarà così disfatta e portata al la densità di una c rema, si get ta nel la pentola ov' è i l brodo caldo nel quale si vuol far la f ar inata, ag i tando così detto brodo finché non sia ben cot ta la f ar ina. Si to– g l ie al l ora dal fuoco e si serve in tavo la. Se la desiderate mol to soda, mettetela al fuoco in brodo t ep i do, agi tandola di cont inuo finché non abbia bo l l i to pel corso di un quar to d' ora, ed evi tando assolutamente che si at tacchi al f on– do. Se grad i te che abbia un poc o d'odore, p r en– dete il brodo colorato ove abbiano bo l l i to dr* verse erbe e c i po l l e, passatelo per s t ami gna e cuocetevi la f ar i nata. Ponendovi una quantità di rossi d ' uova appena l evata dal fuoco, questi la rendono squi s i ta; ma per impedi re che si rapp i g l i no bisognerà che nel vaso ove li f rul late poniate poc o a l la v o l ta due o t re ramajolate di detta f ar i na ta quasi bo l l ente: allorché questa s ia bene incorporata col le uova, gettate pure tut to l iberamente nel la pento la, ove è stata c o t t a, agg i ungendo, se vi a g g r a d a, un poc o di parmi g i ano g ra t t a t o. Vi si può agg i ungere un piccolo pezzetto di b u t i r r o. 110. F a r i n a ta di g r an t ur c o. Si fa questa pure ne l la stessa gu i sa del la precedente (n. 109), ma bi sogna osservare di r i stacc iare la far ina con

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