DOTTOR ANTONIO - Il frutteto a tavola e in dispensa - 1887 c
la vite e l'ulivo. Ama i l caldo, terre legger e e cal– care e — languisce e more nelle forti. — Si propaga per seme , ed innesto su sè stesso . Nasc e spontanea– mente nella Sicilia, Spagna , Provenza, a T r i po li e Marocco, veget a con prosperità sulle riviere di Ge– nova. Fiorisce i n Marzo ed Aprile, teme le brine ed i l freddo. Se ne contano 9 varietà. La migliore è i l màndorlo fino o princesse, i l cui gusci o si rompe colle dita. Alcune di quest e varietà anno frutto dolce, altre amaro, ma dall'albero mal si d i – stingue i l sapor e del frutto. La maturanza si ricono– sce dall'aprirsi del pericarpo carnoso, i l quale serv e pel bestiame. I l suo nome dall'ebraico suo appella– tivo che significa vigilante, perchè è i l primo al– bero che si risveglia, e perciò i n linguaggio delle piante significa: storditaggine. L'us o della màndorla a tavola è assa i svariato. Si verde che secca , si mangia come frutta da dessert al cui scop o la più ricercata è la qualità detta saccarelle. Si confettano, se ne fanno varie past e dolci, fra cui Vorbata, o semata di màndorle dolci che serv e alla prepara– zione di una notissima bevanda . In Provenz a sL fanno essicar e al forno e sono di un sapor e gustoso. Entrano nel torrone, nei biscotti, marzapani, cro- canti, ecc., dove si mischiano pure le amare. La màndorla si pela sempre, e se secca , lo si fà facil– mente immergendola nell'aqua bollente. Anche delle dolci l'epidermide che riveste i semi, giallognola se verdi, imbrunita se essicati, à qualche cos a d ' i n– digesto e di acre . Conservat a a lungo la màndorla irrancidisce e per conservarla nella state vuol es– ser e di quando i n quando espost a all' aria. Colle màndorle amar e si fà una past a che tiene morbida la pelle delle mani e del viso delle donnine, co– smetici e saponi. Le amar e schiacciat e o pestate, uccidono i l pollame ed i volatili, una volta si ere-
Made with FlippingBook
RkJQdWJsaXNoZXIy ODkxNTE=