GARZONI - La piazza universale - 1589

So T 1 A Z Z A Amo, Epiteto, per tefìimonìo <tAtrio filofofo ,nelfuo Enchiridìon, al capitolo trigefimo Sesto,dice.Liba.ie,8c {acrificare vnumquéq; fecundu patri O - ' m 0 m o r e s dece r absqu e lafciui a absqti e negligenda" , no n parc e no n fu nieri. ° " ^ ca } XàUw -A'huomini religioficonuengonfifopra tutto le religiofe Ceri' Corrado m o t U f , onde acquistano il nome i Cerimonieri, delle quali Corrado Bru Bruno. molto ampiamente dì/corre in Jei libri particolari di quelle oltre che il D LDuran - r andò, nel fio libro intitolato. Rational e dminoru m offici o rnm,«c fchiaaffaìffime pertinenti ai culto del Signor nostro Chriflo. "Platone fu co trario molto alle Cerimonie defuoi tempi, volendo che nella riueren-z He miete . S rande Idc }' w fi leuaffero apato tutte le Cerimonie esteriori, & H ' ad Afelepio,nonadmette quado fi prega fddio bruciarli incenfo, & cc H.7^e,ndimeno,nonèda dubitare, che le pompe de i riti,& delle Cerimonie nelle vefii, neuafi ne'lumi, nelle campane, negli organi, nel canto n dori, ne'Sacrìficij, negefii, nelle pitture,nella elettione decibi, & dédigiu ni non [unofintamente, & honoreuolmente infittiate, inuitando, & tondo queste cofie la deuotionehumanaanzi (fingendo gli animi nos Fàmuli nobili al facrcfanto culto del nostro Iddio. Nefienza ragione cr io, che Mosi nell'antica legge rìinsìituiffe un numero cofi grande, ne ch Tonificale Romano fio ripieno infieme coi Meffali, & Breuiarij d •diuerfitàdì ritti, battendo per cofia chiara i loro infiitw.ori battergli fapìenzo. grandijfima pcfiati,& confiderati. Etquelreligitfo 2V>» A-> Cecina. Temp\lio,acui Cecinnaattribuifcel'intentionedelle Cerimonie a^wa- m,le comandò fitto tal colore, che per mtzo di quelle pctejfe agevolmen indurre alla fede , giuftitia ,& religione, un popolo così rovo, & si feroce, come era questo &gouern arlo pìufauìame v.te che peffibilfo fe .& della fuainfiitutione larga fede fanno gli feudi chiamati An &laftatua diTallade, facripegni dell'imperio Ciano "Bifronte arkitr», della guerr a,<& della pacejl fuoco della Dea vesta, di cui teneua cu un facer dote custode dell'imperio l'anno partito; in dodici mefi co rietd de idì Tasti, & T{efastiai Magiftrato de'facerdcti diuifo in Tcnt ci,& Auguri, e tanti vorij riti di facrificvj, difuplicaticpi, di ffetta li,diprocejfioni, ed'ufficij ordinati, da'ejfo , & dagli altri che uen dietro à lui, doue che mille Cerimonie ne'matrimonif', ne fairificij Lu cali,™ quello, che fi chiamano Ambaruale, & in altri affai fcfftr no da quelli. (feteste furon da Trebalio chiamate,fiacre hauendo ( me riferifee Liuio nel quinto libro) Lucio Albino fialuato in fereto Trebatio. vergine Vefiali, i facerdoti, e tutte le cofe fiacre, onde ne nacque de Cerimonie ;comediceilBiondonelprimo della fina Roma Trionfant Il Biondo j ett j mo dice Liuio, che à quelli diCereto fu conceduta la pace p cento anni, fe bene haueuan confentito ai Tcrquiniefi nel de FcfloPó d ttrYìtor ' 10 r ^om^ n °) perla memoria delle ce fe facr e doloro fic peo.° ° " E^ìto Tompeo però tien queflo, che le Cerimonie foffer dette puffo man

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