GARZONI - La piazza universale - 1589

« V %l 1-V & $ ->.A -t E. 6% manì t ò dalpredettoluogo, ouefurori lecofifacrclorfaluate,cuero dalla ca tua con più torta deriuatione.affaificondoilgiudìciomh. Ma qualunque ßfiala der'matione di tal vocabolo, baila che le Cerimonie fante de Chrh iliani shanno fintamente, & inviolabilmente da off cruore, & quelle che fon fiupcr?àmfe da fuggir e. Quelle chepertcngcno alla creala, delle quali trattaMofignordella Cafa,&feco il Mcndcgneto,dabuomnincbilishan Mófignor no da fguire;& quelle checonfiflono tn una f Tattica figmriìe,per le qua- £ cU * c * li fi censiitttifeono i ma fui detti delle cerimeme, (hanno tra Pnncipì, & Signori in mille occorrenze da.vfire,queüefrittole channo così dtllajfetta tO,& the putifeono del ccrtjgianofiluaticcdacgni banda, confìslendo nel geslo con troppa affettionemoffo pouer nelle parole fiticuoli, & ilomai he noli difiuerchio,s~ bario conragioneuoi tifi da fibtrmre'.tffendo i.feguaà di quelle tenuti per. la città, nelmmerodé'farifii fupcrMitiofi- nclleslerio- re,portando il cortigiano nel le fiar .pe,ilGalateo:ne'guanìiy emaSlìcandoil boccaccio per quante piazze >& contrade camimno ogn'hora-;doue chele riuerenze d'un collo docca,uno inchino di camelo, un faluto épedante, un sfodruràento di quattro palabrds da fiagnclamuylmdofino lafalfadi qua tiincontrano,òpanoamici,ò conofcenjifil'hgliantichi•baueuano.ben lehr cerimonieciuili,ma non cosìaffettateföndcglildumei.,.quando fifientra- uano,diceuanojl Signore fia con voi.Ùiueri HcbreifDio tifimi fi-ateimio» Gli Tbebani,Iddio ui diafilute. Gli %omani,fiauifallite. Gli Siciliani, Id* dio ui conferui.mahcggidìnon s'ufia altro,che dir e. "Baciolammo, diuo- ßrtmereè. fruitore, e febiauo perpetuo diquella, con. millaltre cer'tmo- niofeparole, che i (crtìgiani maffimamente introduttori d'ogni adulatio* ne hämo irouato ai tempi nostri, tu' fi ben molte cerimonie de" moder– ni erano ancoprefiogli antichi in ufi ,come leuarfi la beretta à perfine degne, fi come era offeruato da Siila ver fi Pompeo per tefiimonio di Plu– tarco; afforgere à fidi maggiori, fmxmtare da cauallo, leuarfi l'ultimo da menfa, bafeiarei parenti, & gli amici, abbracciarci piedi nel fupplicare, bafeiar le mani dell Imperatore, gettarfi alle ginocchia, comefeeeTigrane «•Pompeo vincitoredarfiUmano infegnodi fede, ceder la slradaà fu- periorij tener nel luogo dimezzo i pia meriteuali:, con la mano prefa in– trodurre altrì,pìcgar eil capo à chi riueriua, non feder nelconffetto de pa rentijfilutarfifiambieuolmente, con mille altre maniere dicerimonie;non dimeno ve n'hanno aggionte tante i moderni, che boggidì glihuomini non paiono huomini,ma T>ei dal citi difcefì, e/fendo itatantoinnanz} lalicen. %adellereuertnzc,& de'falliti, che fino ai ciauattini e caligari fi finto» nominateci nome difignori, & quattro bezzi in borfa fon fufficieMia fa?, tidardell'illuilrefi bennmfiiUluftremaltro,cheinignoranza,& goffe Superfti- rioi Lafup er filinone è poi totalmente contraria alla religione; & effia al- tiofì in ge tro non èfilrettamente pigliandola} che un timor vano d Iddio, cagionato nere. da cofe,

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