GARZONI - La piazza universale - 1589

prcfumìtlèmcliorcm,qniacernitle fuperiorem.a t bonu m laci t non gradus , fed virtus,no n dignitas,ièd honeiTas,priore s dedignantu r amicos,notosignora t hefternos,coniirc s con - temnitantiquos , vultu m auertit , ceruice m erigit,taftum , olìc dit,grandiaIoquitur,fublimi a meditatur , lubefl e no n pati - tur, pneelT e mollitur , praceps,& : audax , gloriolu s & arrogans , •grauiS:Sdimportunus . Seneca in una fia epistola,infegna al preiato Sen . quel chi da far manzi che comandi agli altri, & che reggagli alt ri dicen– do. Reftaene t primu m hb'idines,iperna t voluptates , iracun - vdiam teneat,auaritia m coerceat , cstera s anim i labe s repellat , & tun c incipiatalij s imperare , cuo i ipl e improbilsimi s domi - :Jjis dedecori , & turpitudin i pareredefierir . Mache cofaha da dire filfuàdito, quando vede il prelato in tutti ivitif immerfio (parlo di quelli , che fonotali,offeruandafimpreli bon&giusliprelati,delliquaiiaffai ve ne fon difanta, & ottima ulta ) in tuttigli errori implicato, in tutte le colpe feorrer àguifa di cauallo fiapefirato? che cofa ha egli da dire,mentre lo ue- de nelle delitie muolto,ne' piaceri intricato,nelle cupidità diflratto,nell'am bitioni affogato fino alcollot Quando un prelato uiue da Sardanapalo, tufi furia come un , Diogene,Lafiiuifie come uno Heliogabalo, precipita ne' vi- tif comeunCommodo,obe cofa di buono può imparare ìlfuddito daque- Jta.uita triila,efeoncertatat quando un prelato fi vedeuon curar Dome- - màio, tralafiiar la deuotione, abbandonargli uffici finti,allentar ì offér- uanze confuete, fuggir e il rigor della religione, partir fi dalle grettezze, non far conto degli ordini,non (limare i capitoli,abbonir le riforme, fcher n'ire imandatide' maggiori, abfentarfi dalla Chiefi,pigliar bando dal ebo- ro,non trouarft à alcuno ufficio, mottrarfiin fomma un ribello di "Dio aspa da tratta,cbe cofahàda dire ilfudditoin talcafo?quando con tutto ciòper ogni leggerezza s dira feco,ne fol s'adirala l'arguifie,nefil l'arguifie, ma l'ingiuriale fol lingiurìa,ma lo straneggia, ne follo ìlraneggiajna con pre tipitofepene lo tormenta, & affligge, che cofa deepenfire, ò ère in quelle àifptrattori fiuiolente? Quandoilntifiroconglioccbialial nafo di uifìa groffauuolmirarei difetti deffuddito,&fitoi proprifeon quei dinifìa fot t'Ue,con quellovàhcclcra,con fi'fìeffo èplacido,con quello è una uipera, •con fi mede fimo è uno agnello, con quello èfeuero come vn perone, ter– ribile come vn Caio, austero come un Minos], implacabile come un Rha- damanto,impetiwfo come una furiainfemale, con feileffo non cono– sce altro che libertà, tranquillità, piaceuolez^Za-> •>e pace delitiofa, che dee dire il Juddito alìbora ì che dee imaghiarfì nell'animo fio? che deue far eia quella oppafitione eftrema->? quando il prelato è il primo a pigliar fi buon tempo y à filar fiopito in letto al tempo delibare mat– tutine àvagar per gli clausìrifà frequentar la fidla, la porta,e la c« - cina t

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