GARZONI - La piazza universale - 1589

7* 9-1$ xA 2 Z A cina,a errar per le piaz£e>à{correr per i mercati,à ncgocìar colmando, à trafficar colfiecolo,àdarfi in predaalla libertà,ediffolutione,cheeo)% ha da direìlfiiddito in quefio buono efifempio che riceue {quando il prelato U tutto ildìàcauallo per mercantar giumenti e beflie, quando muta la Chic fa in vna slattala facrijìia in vnadiff erifa,l'oratorio in vna cucina, quan– do su lapiazza diuenta piz^garuolo dafardelle ,/ul mercato diuenta po– tarmio da paueri, in pefcaria diuenta mercatante da irattacchi, in lecci ria diuenta vn lardaruolo da trippe, e in ogni luogo auuilifiefimedcfimo, e perde tutta lagrauità del monafiero, che cofa dee dire il jfidàito à ve– derlo in tal maniera di portar fi? quando il prelato in luogo della Bibbie flit diafoloiScartjfacci,ilfuomaejlrodelle fentenze è vn giornalaccio ma– le acconcio,il fuo Breuiarioè vna vacchetta di mille errori, & dimille viluppi, ifnoi canoni fono le partite della Tariffale jue prediche fono Véle ai fattoria, i fuoiTheologi fono conMarnati'ettovn latholicott, le fue fiamme fono gli infiromtnti dei debiti c'hà fatto almomfiero,cbe co fi bada direilfuddito mirandolo tale, quando altramente efifer dou rebbe? Quando ilprdato non tien regola nelle delitie, non ha modo n la libertà^ nonhà ordine ne'piaceri, non ha ritegno nelle cupidità, non hà freno riell'auaritie,non hàrimorfo di cònficien%a'mcofa alcuna,ch'ef)empio ne può trarre allhora ilfuddito,che uaglia à riformarlo ? quando il prela– to s'vfurpa quel del monafiero, defrauda quel della religione, rubba que lo ch'è comune,s appropria quello eh'è di tutti, chiama i caudli fuoi, len trate fue, le pojfejfionifue, la cafii fua,& non fai col nome ma co l'effetto ogni cofafua,vfifitta i campi fienza capitolo, vende ifrumenti fienza part patione d'ai cuno,fx i liuelli di propria auttorità.fabrica fecondo il fuo ca priccio & humore, fpende e fpande àfuo piacere, conuita queslo,paslegg queU'altro,remuneragroffamentequeslo adulatore, dona fouereoamen– te à quel fuo amico e domeslico.tuote à queslo,da à quell'altro, confuma tutto,diffipa ogni cofa,tripudia,trionfa,guazz^a, dando in fine ìogbofimto conIagrimeuoleeffitoàtutte tentratedel conuento, & difiaprauanZ? è ruflico coifudditiàmportuno ne'gli auifì, grane nelle correttioni/aslidiO' fio nelle uìfiite,ilomacbeuole neltofferuanze,fcerna il ueHito, dim'muifie uitto, pone i cadena%zi,e ipuntelli à quel picciol neo di libertà , inchiau ognicofa,rinfirrailtutto,efortificaimifieriquafi in un cailel d'Athlan- te; hauendo eglifolo ogni patente Mandare, & d'uficire, restando ejff tenati à quella eJfofafieruitit,che cofa uuol che dica ilfiudiito, o che ope ri e/fendo per quefieimpietà ridotto ir, estrema duperatione? Quando prelato fi porta da carnefice uel cafiigare, da Bireno nel tradire, da Caco nello affalfinare,da Marganore nel tiranneggiare ilfvddito, che cofa fi può fare,ò dir di buono in queHo punto? Quando il prelato fia ignorante com vno afino,groffio di legname come vn bue, mfipido come unapecora, m to

RkJQdWJsaXNoZXIy MjgyOTI=