GARZONI - La piazza universale - 1589
r $i ! r 1 K ! A L I . ty • MÀorinexiguaregnabatcorporevirtus. GrXantippo Lacedemonico Uguale era di statura picchia & Irene, è loda Plin to nondimeno affai da Silio "Poeta, che dice. Exiguis vigor ( admirjibile )membris viuidui, & magnos nifi qui v'mceret artm. * ! '*° E parimente celebrato con inui diofa lode Per fio Poeta da Mar fiale, qt/an. tunque egli non componeffe eltro,che vn picciolo &breue libro aiPosfia % M a r « dicendo in quei ver fi. Sapimin libro memoratur per firn vno, Qjtàm lenii In tota Marfws tsfmazpnide . n . dieuipur diffe ancora il famofo Quintiliano . Multum etuerx g l o n a: quamui s un o libr o Periìus meruit . Oue anco Hitrcnirno Santo chia- mollo il fattrice eloquentiffimo. Così ne'Prouerbij al trigefmo dice Salo-, s. H i mone,che quattio cofe fono in t erra minime, lequali appaiono di maggior n i m fipienza dell'altre, cioè la formica che prepara nella meffe il cibo& te- fca fua; il leprettino,chepone il fuo cubile in terra ; la Locufla che va in frotta,^ à torme fen%a Re, ne capo-& la tarantola, che và con le mani, et nelle cafede Regi dimora.non bifogna dunque beffar cefi per poco gli bra– mitici, quantunque i fondamenti loro ftano tenui, & deboli, perche catte gono unamachina,tanto più alta, famofa, & fublime. Per queffo cliffe Quintiliano nel primo libro delle fue Infiitutioni . N e qui s igitu r tan - qu àm pani a faftidia r Grammatice s dementa , qui a interior a velo t facri hmu s arle.itntib . apparebi t mult a reru m fubtilitas,qu s no n mo – d o acuer e ingeni a puerilia,fe d exercer e altiflìmam quoqu e eruditi©- Corneli o nem,acfcientia m polTit . Et Cornelio T^epote dice , che Gramroati - f cusedille,quidiligenter,etacute , (èìenterquepoffitaut dicere , au t fenbere . Parti che fta fiata poca co fa tinuentione quantunque breue de caratteri da fcriuere,potendofi con fi picchi numero di lettere implicare a tutto il mondo le migliaia, anzil'infiniitàde'concettinostrihumani t & qual farà quelli inuidhfo, che non celebri fommamente 1>ionigio L'uionio. domano ilqu.ile , effendo flato linuentore delle latine fillahe , merito in Campidoglio vna fìatua, per così notabile beneficio fatto al mondo f 1 Hcr checofxèla Grammaticdveramente, fe non vna faenza , laquale aper– ta tutte s'aprono, & laq italechiù fa tutte fi chiudono ? che cofaè fe. ^ , condoffidoronel primo libro delle fue Etimologie, & Francefco Tatri- tio nel fecondo della Infìitutione della Repttblica , fe non fondamento di frlc tutt e l'arti liberali, & di tutte le difcipline ? perche ordìnarono gli anti- Pat chi Romani publici stipendi] ai grammatici, fucendo loro vno editto, che linfegnaffero per fin necrofiiri delle strade, fe non per darli ; l meritato, & dowAtohonore? & forfè da questo hanno tratto vna vecchia vfan%ai pedagoghi di condurfi dietro igiouenetù per le Hrade, infegr.ando loro't F 4 themif
Made with FlippingBook
RkJQdWJsaXNoZXIy MjgyOTI=