GARZONI - La piazza universale - 1589

v i v E \s >4 1% 85 ^ D E B A R B I E R I . Difcorfo . cxl. 'Antichità*:& nobiltà de' Barbieri da^ fcrìttidiuaruautto- rìapprobatì fi va trabendo ancor ejfa, come da quello che narra "Plinio nel fettimolibro delle fine hificrie naturali , p " n » che quattrocentocinquanta quattro anni flètterò i Roma– ni in R\oma fenza l'arte de' Barbieri, che mai fi fecero to- fare il capo, ne acconciare la barba : e poi per auttorità di Marco Farro- *J ' Varro ne , dice che Publio 7 'icinio Mena fu il primo che la conduffe di Sicilia in R$ma , il cui feruitio gustato da effi fu tanto grato , che il Senato la con- firmò ,e tutti iparticolari l'abbracciarono in modo, che Scipione Africano fi faceua rader dal Barbiero ogni giorno, ór Dìuo Auguflo ( come egli firiué)fu [opra modo amico del rafoio. E ben nero che alle femine fu prò bibitatcome racconta l'ifieffo Plinio nell'undecìmo libro, non potendo elle particolarmente, per uno interdito delle dodici tauole, adoprare il rajoio foprale guancìe,acciochei morbidetti peli non diitenifiero duri,come l 'ufo de'fluffaruoli ancora col frequente cader di pelli notabilmente gli in- durifice . Le leggi parimente di Licurgo furon contrarie ( fi non mente Tlutarco nella vita di Lifandro, all'arte dèBarbieri, imperoche Licurgo Plutarco era [olito di direche quelli eh'erari di bell'afpetto, & di nobil fembian- te , accrefceuano coi capelli ornamento allalor bellezza, & quei ch'eran difformhe brutti, diueniuano più terribili, e fpauentofi a gli inimici. Ter quefiacaufia Abfalon fra gli tìebrei fi dilettò cotanto diportarci capelli lunghi come fi legge nel libro de' R*gi. Furono ipopoli Euboici ancora lo roquafi inimici de' Barbieri ( come allude Celio nel quarto libro ) perche Celi portarono per cofiume le chiome lunghe fiarfe dopo lefpalle, onde da Gre– ci Opirhocoma ; furon communemente dimandati. Ter il contrario ad Alejfandro (come narraTlutarco ne'fuoi Apophtegmi)piacque fiomma- F l u t a r mente l'ufficio del Barbiero, per cloche egli hebbe fempre defiderio gran- de,che i Macedoni fi faceffero rader la barba, adducendo questa ragione, che gli inimici alle frette non potevano farprefa megliore, che quella del la barba. Terò cotefla confuetudine fufeguitafeome dice ilpredetto aut– iere nella vita di The fio ) dai popoli Abanti, per non dare occafìone agli inimici da praualerfi difimìltratto.Con qual ragion però i popoli Machlii fortaffero l'anterior parte del capo rafia,e la pofierìore crinita, fecondo u cro( f Herodoto:eglì Anafi,ccme vuol Strabene, vfifiero diportarle al rouer- t 0 , fcio,e i Machhficondo altri autieri, fi radeffero fole in cimadella crepa: e Strato gli Atheniefhfecondo Tlutarconella mtadiTh£fio,crdbiajfcro,cheigio p i u t a " 0' tienettisbarbati, tantosto chelaprinsalanugine fifieprifie ir leu-, effe- rifficre leprìmìtìe delle chiome loro ad A folline in Delfi Oifaccr -e.v fi ra– der l'anterior (arte del capo; e Bacche(coìteattifa Euripide) perla Euripi E bh 4 per-

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