GARZONI - La piazza universale - 1589
V 3 ^1 V E !{S A~ L e. chi meglio adorna tutte le coffe dì loro? non fon quelli che placano ì Dei co' verfi dicendo Horatio. Horatia . Carmine Dijfuperi placantur,carmine manes? "fifa fon queUi,cbeporgon alletto al cielo,& alla terra, fcriuedo Lucretio. Lncretio Calliope requies bominum,Divvmquevoluptas. . . . Hypnfon quelli che cantun d'ogni cofa dottamente a comrnuneintereffe, e giouamemo,dicendo Manilio. Manilio Omnegenus rerum dotti cecinere poeta? ?$on fon quelli, channo facoltà d'alzare, & abbafsare chiunque gli pare con le rime loro,mentre o lodano,ò vituperano leperfone alor piacer e.Ter qual caufa fuadeua Socrate che ciafcunfìguardafse d'hauer un poeta con tra di lui [degnato, & accefa ,fe non perche con la linguafatirica ti mor– de come vn'Archiloco,ti lacera come un Giuuenale, e ti (polpa come vn Marnilo ? Onde e nato che quell'impio dell'Aretino fu detto flagello de' prencìp'hquel ribaldo del Fracofu fi caro compagno di Marforio, e di Taf quìno,& quel iniquo, & fior co Berma col Burchiello non furon differenti daBauio,& Meuionel dir male ? chihàtrouatoilibellidaprofcrìuer la fama altrui dalle tavole di bronzo ? chi ha inventato le pafquinate da rivelar quel ch'Argo con cento occhi a pena Cederebbe ? chi ha rino- ìtato la rabbia di Lucilio, l estrema licenza dì T^euio, e la nociua morda– cità dì Carbilio fi non costoro ? Onde nacque, che Minos Re giufliffìmo fu cacciato per giudice dell'inferno, fi non perche i Tragici Toetid'A- thene gli feceroqvestofcorno per amor della patria loro > alla quale mof- fe guerra ? non fece Lìcofione apparir per difpetto vna vergognofa Tene- lope, quantunque Homero la predieafse per cofi cafla? non fece Ar chilo- co cofvoi verfi che Lycambeper àifperatione s'impicciò da fi stefso?Taf- quìno non è quello cheèun Minos nelgìudicio di tutti?un Cerbero nel la– trar cantra tutti ? vna Eumenide nel furiar contra tutti ? vn Tìtan nel combatter con tutti?vn Hercole nel dar mazzate a tutti? vn Demogorgo ne proprio ned"inghiottir la fama dì tutti ? Qual èil vera Tolifemo fin- bocchi , fe non Tafquino, che non guarda ad alcuno ? qvat èli vero Mo– lar cofi contrario a Gioue ,fe non Tafquino inimico de'Trencipì,& Signo– ri del mando? quali quel Momo, che riprendeva tutti, e che trovò nella bella statua di Venere formata da Fidia, cheilaccietti delle fiarpegli Slauan male,finon Tafquino, che ua cercando il fil neìlouo ,& che biafi- •ma il graffo nel rognone?non l egli quello c'ba nella lingv a il fele di Rabi- Ìio ,e dì Calimaco,nella bocca lavampa del monte Etnea,ne gli occhi i fol– gori ài Giove vfati contra i Centavri,nelle parolei dardi, e le faette di Bel lona,ne'detti illezzp>& il puzzare' dell'Arpie, & in ivtti ifuoi ragiona– menti J amaritudine diSulmone centra Orbeccheì Odifol quei due verfi Càtalki di Cantaìicioie nonrìdere che fin tali. San.-
Made with FlippingBook
RkJQdWJsaXNoZXIy MjgyOTI=