Hospitale_ocred
Il settecentesco Oratorio Novo collegato agli spazi della Biblioteca Civica Congregazione degli Edili, una delle istituzioni simbolo della Parma riformata, fu l’autore, come ricorda la targa in marmo nello scalone, di larga parte di questi lavori e li concluse dedicandosi alla nuova cupola e soprattutto al nuovo ingresso da Via D'Azeglio (1782) che un dettagliatissimo disegno del Sanseverino documenta con insolita precisione. Il nuovo ingresso sostituì quello pre- esistente inserendosi quasi a forza nel fronte rina- scimentale. Chiaro richiamo all’antichità fu eretto per sottolineare il carattere civico dell’istituzione e la funzione svolta nei confronti del bene pub- blico. Anche le tecniche costruttive segnarono un deciso cambiamento di passo. Un paramento murario particolarmente raffinato, ben composto, non fugato e rivestito da una leggera velatura di color rosso mattone, ornava questa architettura solenne intervallata da cartelle in marmo o in la- terizio rivestito di gesso ad imitazione della pie- tra. Anche Maria Luigia d'Austria ebbe a cuore l'ampliamento e l’abbellimento della struttura promuovendo la trasformazione del blocco tra Via D'Azeglio e Vicolo Santa Maria. Furono gli ultimi grandi interventi di trasformazione e manutenzio- ne del complesso da allora destinato ad un lento ed inesorabile declino. La realizzazione del nuovo ospedale portò al progressivo abbandono dell’ormai ex ospedale lasciandolo così in balìa delle più svariate e disordinate funzioni anche pubbliche che non riuscirono però a preser- varlo dal decadimento sia architettonico che strutturale. Passò così da caserma a sede di associazioni, da deposito a officina, da residenza a Biblioteca Civica e a sede dell’Archivio di Stato di cui ancora viva e presente è la suggestiva 98
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