Hospitale_ocred

82 fianco confratelli, malati e pellegrini; questa pratica dell’ospitalità che unificava assistenza e vita condivisa, trovava nella sua stessa prassi le forme della cura. L'ospedale era nel contempo un sistema produttivo, una Curtis, che produceva per le necessità della comunità e dei suoi ospiti ma anche per l’esterno. A nord dell’ospedale degli uomini, vicino al chiostro, c'erano infatti case: una era un ambiente di servizio con forno, cucina e refettorio, nel quale mangiavano i confratelli ed i famuli; negli ambienti vicini alla cucina vi era la camera del pane, ossia la madia per il lievito, il contenitore per il formaggio e l’olio. Vi era una casa con la cantina e, a nord, uno spazio per i maiali; qui si trovava l’infermeria e, sopra ad essa, la camera del rettore -nella quale si registra l’esistenza di una coperta di pelo di volpe-, e il dormitorio. A est era un’altra casa sopra le stalle dei buoi, nella quale risiedevano i bobulci, coloro che si occupavano degli animali; in un ulteriore edificio erano ubicate le stalle del bestiame e i ricoveri di legna e fieno, confinanti con Borgo Forte. C'era anche una carretta con una cavalla per tirarla, e un pezzo di terra ad uso di orto di tre biolche, gestito da un ortolano. Oltre alle sue proprietà concentrate in questo grande isolato, l’ospedale possiede numerose case sparse per il Codi- ponte e per la città, tra cui due sopra il ponte di pietra. Da questo documento che racconta i dettagli degli abiti e delle coperte ed elenca il numero dei pentolini conservati nelle diverse sezioni parimenti ai beni più preziosi, ricaviamo il profilo di un ente che nel 1330 era esteso da Borgo Novo -l’attuale vicolo Santa Maria- alla via di Borgo Forte”? -che correva in prossimità dell’attuale oratorio di Sant'I- lario-, dotato di un lungo affaccio sulla via Claudia, di ambienti di servizio e di vita comune misti allo spazio per gli animali, una chiesa ed il suo cimitero. Quella prima chiesa del 1202 che si trovava a sud della via era dunque stata trasferita e ridedicata, con la sua area cimiteriale, a nord, insieme alla maggior parte dei locali ospedalieri?*. Le più antiche rappresentazioni dell’ospedale sono dettagli di planimetrie urbane; sono testimonianze ricchissime di dettagli, sebbene non così antiche quanto i documenti scritti. Un lacerto di pergamena di fine XVI secolo, ritaglio di un insieme più esteso, illustra un tracciato delle vie dell’Oltretorrente nel quale sono accuratamente riportati gli edifici religiosi, i ponti, le fortificazioni urbiche; chi lo ha disegnato ha voluto contrassegnare gli spazi ortivi e ha appuntato nomi e riferimenti a pertinenze e proprietà. Del complesso dell'ospedale si profila la struttura rinascimen- tale: la crociera appare schizzata in pianta, mentre il prolungamento con loggia del braccio occidentale e la facciata porticata sono rappresentate tridimensionalmente in forma monumentale. Un campanile si alza sul retro della parte occidentale della facciata porticata?5. Un ampio spazio vuoto occupa l’angolo sudoccidentale del complesso, area che nel 1330 risulta occupata da casamenti ed edifici; è lecito supporre che l’autore della mappa, interessato agli edifici monumentali, non abbia rappresentato le case dell’ospedale indicate già nell’inventario del 1330 che proba- bilmente occupavano ancora questo spazio.

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