MAESTRELLI - Il vitto del soldato - 1886 copia
Benché le carni carbonchiose usate come alimento siano vmolte volte innocue, dev’essere assolutamente vietato farne uso, perchè talora produssero malattie gravi a decorso acuto e morte. L’abitudine di mangiare la carne poco cotta e sanguinante espone più facilmente a questo danno. Il sangue invaso ed alterato profondamente dai bacteridi car bonchiosi è il principale veicolo della infezione. La macellazione degli animali affetti o sospetti di an trace, nello scopo di utilizzarne le carni per alimentazione, non è permessa, come sono assolutamente inibiti la ven dita e l’uso del latte, delle pelli, della lana, ecc. provenienti da animali carbonchiosi o sospetti di tal malattia. 3° Morva, farcino e ghiandola sospetta. Malattia con tagiosa, propria della specie equina, trasmissibile all’uomo ed agli animali, ad eccezione de’bovini e de’suini. La morva è caratterizzata da scolo nasale torbido, pu- riforme, da ulceri mocciose della pituitaria. Il farcino è caratterizzato da noduli della cute e suc cessive ulcerazioni secernenti liquido purulento, simile a linfa. Morva e farcino sono malattie identiche per natura, per chè l’inoculazione de’ prodotti morbosi dell’una può pro durre l’altra malattia e viceversa. Il contagio della morva è pericolosissimo per 1 ’ uomo e gli è mortale come al ca vallo. Benché non sia bene accertato se la carne mocciosa o farcinosa cotta e mangiata possa contagiare l’uomo, pure deve esserne severamente proibito l’uso. Anche la carne di cavalli affètti da adenite ed ingorgo de’ gangli del canale, in vista della possibilità del farcino, dev’ essere scartata per uso alimentare. .4° Tisi perlacea (tubercolosi dei bovini) trasmissibile per eredità. Si ammette oggi che i tubercoli, la carne ed anche il latte dei bovini affetti da tisi perlacea, siano in grado di infestare l’uomo e produrre in lui la tubercolosi. A stadio inoltrato della malattia il fatto sembra incontestabile. — 1-11 —
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