MAESTRELLI - Il vitto del soldato - 1886 copia

— 73 — nella farina di grano, che può impartire al pane la proprietà ' sinistra di risvegliare i sintomi dell’ ergotismo, furono adoperati numerosi processi che sarebbe lungo descrivere. Il più sensibile sarebbe quello di Wolf, Hoffman e Petri, mediante lo spettroscopio, ma è troppo complicato per potersi adoperare da noi. Il più pratico ed il più spiccio è il procedimento se­ guente: si pone in fondo di un tubo d’assaggio un poca di farina sospetta, si bagna con acqua e quindi vi si versa della soluzione di potassa caustica. Si svilupperà tosto un odore di salamoia dipendente dallo svolgersi di trimeti- lammina, odore che col riscaldamento si farà più intenso. È un odore però assai fugace. e) Constatazione della presenza di sostanze m ine ­ rali. Più sovente di quello che non si creda si falsificano le farine con sostanze minerali ; marmo polverizzato, creta calcare, terre magnesiache (dolomie), solfato di calce (gesso) disidratato, alabastro in polvere, kaolino, sabbie, porcellana polverizzata, ossa macinate, ceneri, ecc., vengono fraudo- lentemente commiste alle farine o per migliorarne le qua­ lità panificatali, o per accrescerne il peso, o per masche­ rarne la cattiva apparenza ecc. Occorre dunque avere a disposizione qualche mezzo col quale potere avvertire con facilità questo genere di fal­ sificazioni dannosissime. Il Cailletet da tempo consigliò un mezzo che per la sua semplicità è di facile riuscita. Questo consiste nel mesco­ lare, in un tubo d’assaggio, a grammi 4 o 5 di farina so­ spetta, circa 60 grammi di cloroformio, agitare ripetuta- mente e lasciare quindi il tutto in perfetto riposo. Il clo­ roformio, avendo un peso specifico intermedio a quello degli elementi costitutivi della farina ed a quello delle sostanze minerali di sofisticazione, ne effettuerà la separazione, i primi portandosi alla superficie, le seconde al fondo del cloroformio stesso. Raccogliendo poi il sedimento minerale formatosi al fondo del tubo, se ne potrà determinare, volendo, la quan­

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