MAESTRELLI - Il vitto del soldato - 1886 copia

— 74 — tità e, mediante opportuni reattivi, anche la qualità dei minerali che lo costituiscono. Questo processo però se ha sempre un valore quando dà un risultato positivo, non lo ha ugualmente fornendo un resultato negativo. Può darsi che sostanze minerali finissi- mamente polverizzate ed intimamente commiste alla farina con abile frode non riescano a separarsi dalla medesima, per dato e fatto del cloroformio. Per tali riflessioni, il mezzo migliore per riconoscere la presenza di sostanze minerali di adulterazione nella fa­ rina resta sempre quello dell’accurata incenerazione di un determinato peso della medesima e consecutiva valutazione ponderale delle ceneri ottenute. Per le diligenze da: ado- prarsi perchè la incenerazione riesca a dovere, rimando al § 9, II, nella trattazione delle falsificazioni del pane del commercio. Quello che occorre ora ben notare si è, che qualora le ceneri fornite da una farina sorpassino la proporzione del 2 ° |0 in peso, non mai raggiunta dalle ce­ neri della farina di frumento genuina, c’è di che entrare in sospetto fondato della falsificazione in discorso. Al § 9, III, c, il lettore potrà trovare una norma per il caso che avesse voglia ed opportunità di spingere le sue ricerche fino al punto di voler constatare la qualità delle sostanze minerali che furono adoprate nella falsificazione sommariamente rilevata. Però, nel massimo numero de’casi, il nostro scopo sarà sufficientemente raggiunto con la con­ statazione della frode o mediante il primo processo del Cailletet, o mediante quello più sicuro della semplice in­ cenerazione. f ) Constatazione della presenza di metalli venefici. Per dato e fatto della macinazione può avvenire il caso che la farina riesca inquinata di particelle dei metalli (piombo, rame, zinco) che entrano più comunemente nella costruzione dei congegni dei molini, le quali poi passando nel pane ed ossidandosi per la cottura di esso, possono esser facilmente disciolte dai succhi dello stomaco, assor­ bite e divenire cosi causa di veneficio.

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