MAESTRELLI - Il vitto del soldato - 1886 copia

— 80 — far fronte alla eventuale mancanza di pane, costituendone la così detta polenta, sia per sopperire al difetto della pasta da minestra e del riso, somministrandpla sotto forma di farinata. La farina di granturco, come derivato diretto del maiz, ripete la composizione elementare di questo cereale, e può dirsi un buon alimento, non scarseggiando nè di sostanze azotate, nè di sostanze amilacee, ed essendo fra le farine de’cereali la grassa per eccellenza. Difatto 100 parti di essa contengono: Sostanze azotate. . . . 9,90 G ra s so ............................. 6,08 Sostanze carboidrate. . 64,54 S a l i .................................. 1,44 A c q u a ............................. 13,47 Una buona farina di granturco deve essere bene asciutta, non agglomerarsi se stretta fra le mani, non avere odore spiacevole di agro. Gli intendenti dicono che la buona farina di granturco, più anche degli stessi granelli del maiz, riscaldata per stropicciamento fra le palme, emette un leggero, ma caratteristico odore di polenta. Di più la farina di melica non deve presentare macchie nere o ver­ dastre, che possono farla sospettare alterata per •quelle muffe stesse che invadono il granturco e delle quali sarà parola più sotto. § 25. — Alterazioni e falsificazioni. Se la farina di gran­ turco, convenientemente ridotta in polenta o farinata, può riuscire un alimento efficace e gradito al soldato, per certe speciali alterazioni cui può andar soggetta, può diventare sgradevole e dannosa non solo, ma anche addirittura ve­ nefica. Tutti sanno oramai come la produzione della pel­ lagra, di questa tremenda malattia che affligge una gran parte dell’Italia continentale, sia oggi ritenuta dai più in stretta dipendenza dell’uso del maiz alterato. Per conse­ guenza, nell’incettare farina di granturco per uso militare, non sarà mai troppa la diligenza che si impiegherà per avvertirne le possibili alterazioni.

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