MAESTRELLI - Il vitto del soldato - 1886 copia
delle alterazioni capaci di recare grave danno alla salute e di provocare la pellagra. ■È appunto sotto questa forma di Penicillium glaucum, che più di frequente si presenta l’ammuffìmento temuto della farina del granturco, ed è per questo che ne ripro dussi l’immagine con la fig. 6 e ne do ora un cenno di descrizione, perchè possa essere facilmente riconosciuto al microscopio. Si presenta come un intreccio di sottili fila menti (miceli), dal quale si elevano dei peduncoletti che sorreggono dei flocchi di catenelle costituite di spore o germi del fungo stesso. Questo ammuffimento, sotto l’appa renza di minuti ciuffetti verdi sul seme, è accompagnato spesso dalla presenza di un acaro simile a quello che suole invadere la farina di frumento (fig. 16). La farina di melica ammuffita è ordinariamente di un colore giallo-sbiadito, o bruniccio-giallastro, con odore di muffa (di sobbollito), di sapore amaro e talora acre, disgustoso. Un altro- carattere prezioso della farina di granturco alterata in genere, ed in specie invasa dal Penicillium, si è quello di avere un grado di umidità superiore al nor male, che non oltrepassa mai il 13 o, tu tt’al più, il 13 Questo eccesso di umidità, avendo tempo ed opportunità, potrebbe esser determinato mediante l ’essiccazione della farina, nella maniera accennata al § 9, I. Si annoverano varie falsificazioni della farina di gran turco, a vero dire assai rare ; quella ritenuta più fre quente ed allo stesso tempo più dannosa è la miscela di sostanze minerali, e specialmente di solfato di calce. Questa frode si eserciterebbe più specialmente sulle farine deri vanti da granturchi alterati, alle quali, nell’intento ap punto di mascherare le sinistre colorazioni prodottevi dall’alterazione, si farebbe subire una preparazione col gesso deacquifìcato. Farine così adulterate saranno sempre riconoscibili per eccesso di. ceneri (oltre 1’ 1,5 °/0) lasciate dopo la loro cal cinazione.
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