MAESTRELLI - Il vitto del soldato - 1886 copia
7° Infine, per la conservazione dei legumi fu segna lato, dal Bracconet in specie, l'acido solforoso che il Lamy estese in seguito alla conservazione delle carni. L’influenza di questo potente disinfettante sui legumi sarebbe tale da renderli di piccolo volume, conservabili per più mesi, ed al momento di adoprarli ben cucinabili e di buon gusto, se precedentemente immersi per qualche ora nell’acqua. Questo processo dì preparazione però, può dirsi ancora allo stato di studio e perciò non convalidato da larga esperienza. Di tutti i modi di conservazione dei legumi sopra accen nati, i più adatti però ed universalmente accetti per usi militari sono i ricordati sotto i numeri 2 e 6 , come quelli che assicurano la più lunga e perfetta conservabilità di que sti vegetali commestibili, senza alterarne troppo i caratteri fisico-organolettici, che ne riducono grandemente il vo lume e che ne rendono molto facile il trasporto anche lungo e disastroso. L’ uso di queste conserve porta dei reali vantaggi alle armate di terra e di mare, offrendo l’opportunità di con fezionare per il soldato una razione alimentare mista e variata, quando anche le circostanze siano contrarie a realizzare questo scopo, come nei lunghi assedi e nei lunghi viaggi di mare. Però sembra che, in genere, nei legumi in conserva, anche i meglio apparecchiati, la facoltà anti scorbutica sia alquanto affievolita, se si voglia fare ecce zione dal così detto sauerhraut. Nella composizione del rancio per i nostri presidii di Affrica, entrano appunto gr. 50 di erbaggi in conserva, quando non sia possibile avere i gr. 453 stabiliti di legumi freschi.
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