RAJBERTI - Arte di convitare parte prima - 1937

suo. E difatti, rapporto a voi, tutto i l mondo è suo, poiché siete suo voi, e vi trovate nella di lui terri- bile podestà. Che se i l di lui sguardo s'incontra col vostro, egli mette fuori per voi, tutto per voi, e im- percettibile a chiunque altro, un sogghignetto infer- nale che sembra dire : « Amico, non ti dimentico; ci rivedremo ! » Per un povero diavolo che sia posto a questo eculeo, i l pranzo deve pur riescire indigesto, venefico e degno di essere evitato a qualunque costo; a costo, per esempio, di affrontare debiti nuovi. Ora, dico io, tocca all'umanità e alla filosofia del se- colo onniveggente a impedire simiil sciagure; a non permettere che l'ospitalità diventi inconsapevolmente barbara e micidiale. Ma come si fa ? per l'addietro la cosa è sempre camminata nei modi seguenti : o an- dare al pranzo coli'olio santo in saccoccia, come suol dirsi, cioè a tutto rischio e pericolo di funesti incon- tri : o dover dimandare all'invitante l'elenco dei com- mensali, e se ci verrà i l tale, e se ci sarà i l tale altro, e se mai sia probabile che capiti Cajo, e se mai possa darsi i l caso che sopragiunga Sempronio. Ma come si fa per quelli che avrebbero bisogno di chieder conto di mezzo mondo? E poi siffatte indagin,i ol- tre al non essere i l più delle volte praticabili per le tante ragioni che ognuno vede da sè, sono anche

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