RAJBERTI - Arte di convitare parte prima - 1937
quasi sempre sconvenienti perchè implicano rivela- zioni di sentimenti gelosi, o mettono altri sulla via di studiare e imparare qualche segreta pagina della vostra vita. Quand' io frequentava i pranzi, mi ricor- do che nella mia qualità di scrittore un po' rabbio- setto, ero sempre in grande sospensione di animo, per m paura d'incontrarmi o in faccie insoffribili a me, o in faccie alle quali fossi insoffribile i o: giacché bi- sogna poi anche avere la virtù della filantropia, e saper dolersi dei dolori altrui. E fino da quell'epoca io meditai i l rimedio che vengo adesso a indicare. Dunque proporrei che quando uno abbia preso la buona risoluzione di dare un pranzo, fissi dapprima tutti coloro che vuol radunare, e poscia l i renda v i- cendevolmente noti con due righe d'invito a ciascu- no. « V i prego a favorirmi nel giorno, ecc. ; avremo la compagnia del tale, del tale, ecc. ». Chi trova un nome che gli sia insopportabile, si esentua con un pretesto qualunque, e tutto è finito. Mancando alcu- n i, questo metodo lascerà sempre un bel margine di sostituzioni posteriori nel gran numero di coloro che non valgono la pena di essere annunziati prima, per- che la loro perfetta e garantita nullità l i rende inca- paci di portare o inspirare avversione a chichessia. Però anche in questo ci vorrà occhio e cautela : giac-
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