RAJBERTI - Arte di convitare parte prima - 1937
chè non v'è grado di melensaggine e d'innocenza pecorina che non abiliti un uomo a divenire per lo meno un creditore brutale. Finalmente, bisogna che mi appaghiate d'un'altra curiosità. I piccoli fanciulli l i tenet e a tavola in oc- casione d'invito? su tale proposito intendiamoci chia- ro. O questi ragazzetti sono pol it,i tranquilli, grazio- si, e nulla di più naturale e ragionevole quanto ra- dunare a mensa tutte le età della vita e mischiarci alla nostra piccola posterità. Lo studio del l ' infanzia è bello, interessantissimo, commovente: nè vedo op- portunità migliore d'istituirlo spontaneamente e sen- za fatica, che nel libero e dimestico conversare del pranzo. Certe osservazioni piene a un tempo d' in- genuità e d'acutezza; alcuni lampi lucidissimi di una ragione ancora inconscia di sè medesima e quasi istin- tiva; quella povertà di lingua che fa dei più com- muni vocaboli i più bizzarri e felici traslati, dando al pensiero una forma ineffabilmente originale e poe- tica; quel primo, debole, incerto manifestarsi di ten- denze e caratteri che poi diventeranno pronuncia- rissimi, immutabili come i lineamenti del volto : tutto ciò per chi ha mente e cuore è miglior pascolo di qualunque più astrusa disquisizione d'arti o di scien-
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