RAJBERTI - Arte di convitare parte prima - 1937
ze. Pregherò solo i genitori a non farsi mai com- mentatori, e meno apologisti della tenera prole, per- chè v'è rischio di pigliare i più grossolani q ui p ro quo e rendersi ridicol.i L'incarico di lodare e ammirare i loro figliuoletti lo lascino tutto ai commensali, che per quanto possano peccare di esaggerazione, sta- ranno sempre al di sotto del cuore paterno e ma- terno, capace di travedere in una fatua sguajataggine gli indizii d'un genio che darà lustro alla famiglia. Dunque noi vogliamo a tavola la piccola Adel ina e il piccolo Enrichetto. La prima sul fine del pranzo verrà a farci la sua bella riverenza col solito avez- vous b ine dine? E noi la faremo salire sopra una scranna e la sentiremo a ripetere, con gesti analoghi, il p r e a m boo l che declamò nell 'ultima solennità alla vicina parochia. Enrichetto poi verrà a confidarci nell'orecchio ch'egli è già molto avanti nello studio dell'abecedario, che adesso non iscrive più le aste, ma le parole, che sa tutte quante le orazioni a me- moria, e che a scuola è più bravo di Lorenzino e di Giacomino. Quindi vorrà farci ammirare la picco- la machina del vapore e l'ussero a cavallo, doni r i- cevuti a Natale dalla mamma grande e dalla zia Dorotea. Ma (seconda parte del dilemma) se i vostri ragazzi
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