RAJBERTI - Arte di convitare parte prima - 1937

sono sporchi, piagnucoloni, testerecci; se hanno i l - vezzo di allungare le mani sui piatti o di rovesciare i bicchieri sulla tovaglia; se urlano per disputarsi la testa o i l c uol del cappone: se, agitando le gambe come remi o i l cucchiajo come un aspersorio, ten- gono i vicini di posto in continuo spavento pei loro abiti..., cari amici, farete una gran bella cosa a non lasciarli nemmeno vedere quei diletti bimbi, speran- ze della patria : perchè non ci vuol meno delle forze riunite dei sangue e dell'abitudine a renderli tolera- bi l i. Perciò, nei giorni d'invito fateli pranzare a scuo- la, o mandateli da qualche parente o vicino di casa; insomma fate in modo che non ci sieno. Che se mai fosse inesorabilmente deciso di farci godere la loro compagnia, almeno abbiate l'avvertenza di non ispar- gerli tra gli invitat,i ma di trincierarli fra persone di famiglia, e sopratutto di abbandonarli a sè stessi, r i - sparmiando i rimproveri e le lezioni di galateo. Che noja a sentire ogni momento i l padre e la madre a predicare ! Sentite la mamma : « Eh i, Orsolina, abbas- so quelle mani dalla testa ! giù quei gomiti dalla tavo- l a! dritta quella schiena! ma dove hai imparata la creanza ? in un porcile ? » Sentite ora i l papà : « Signor Carlino, signor Carlino, ho sempre da ripeterlo, che quando parlano i grandi, i piccoli devono tacere , e

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