RAJBERTI - Arte di convitare parte prima - 1937
Ma è oramai tempo ohe veniamo al vero ed effettivo pranzo: fin'ora non vi ho pasciuto che di ciarle, le quali possono bensì riescire indigeste, ma non danno alcun nutrimento. Abbiate dunque pazienza un istan- te ancora, e poi vi metto a tavola, e staremo allegri. Affinchè i miei consigli non prendano aria di pe- danteria didascalica o d'oracoli da cattedra bisogna proprio sedere insieme a mensa, e così dai casi pratici emergerà spontanea la teoria : date casus, d aob leges, come dicea quel gran giurista Andrea Alciato. Oh, appunto; oggi è i l 20 febrajo e si va a desinare dal- l'amico Giorgio che, da quanto ho capito, vuol trat- tarci in Apol l in:e benissimo! la tavola dell'amico Giorgio sarà la nostra scuola, i l nostro libro. Prece- detemi di cinque minut,i e anche annunziatemi, che io vi seguo tosto. Gran libro, vedete, quello della natura e dei fatti! Giovan,i che vi date a tentare la carriera delle lettere, per carità di voi stessi non sa- lite sui trampoli dell'idealismo e delle fantasticherie : non farest e che battere la nebbia e i moscherini del- l'aria e, ciò che è peggio, scrivereste per voi soli. Ma se bramate colpire gli oggetti reali e palpabili di quaggiù, mettetevi al loro livello, cioè abbasso, abbasso molto, che alla peggio darete nelle gambe. Copiate sempre dal vero: riproducete le vicende e le
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