RAJBERTI - Arte di convitare parte prima - 1937
abitudini più communi, domestiche, giornaliere del- la vita, che sono le più interessanti, che offrono an- cora allo scrittore immensi campi ricchi e vergini come le grandi foreste d'America : e in questo secolo positivo, osservatore, analizzatore, motteggiatore avre- te ben più successo e fama di originalità"che col- le epopee decrepite e i voli matti della lirica e gli elegiaci piagnistei e altri siffatti narcotici fuori di stagione. Siccome poi la descrizione del vero è per natura sua una satira, perchè nel vero sovrabbonda- no gl i elementi vizios,i ignoranza, leggerezza, vani- tà, sciocchezza e ridicolo; così non v'è quasi lette- ratura popolare possibile che non sia eminentemente satirica: ogni altro genere (salvo poche illustri ecce- zioni) è cantare ai sordi, e non distrae un minuto la società dall'assiduo e faticoso esercizio dei suoi sette peccati capitali. Spero che mi avrete inteso a discrezione, tanto più che v'ho detto in poche parole quanto dovrebbe svi- lupparsi in un lungo discorso: e noi adesso abbiamo fame. Sopratutto non mi farete i l torto di applicare ciò che dissi ai pranzi, i quali non sono un vizio ma una virtù. E che ? mi crederest e capace di andare a desinare da un amico per metterlo in canzone ? sa- rebbe i l più nero dei tradimenti. Io ci vo per fargli
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