RAJBERTI - Arte di convitare parte prima - 1937

verità. Per i l bisogno di attenersi alla prima la fa- migl ia invitante deve essere tutta sorrisi e cordialità e disinvoltura, e chiamarsi felice di passare, per no- stra bontà e degnazione, una sì bella giornata, e ma- nifestare la speranza di potere esser e onorata altre volte. Ma se leggessimo la prosa dell'animo intimo, Dio sa quali diavolerie salterebbero fuor i! Non è im- probabile, a cagion d'esempio, che la padrona di casa pensi: «Quella bestia di mio marito! vuol grandezzare per vanità, e mettersi a paro coi signori per rendersi ridicolo: e alle povere donne toccano i fastidii; smagazzinare e capovolgere tutta la casa, e lavorar tre o quattro giorni tra prima e dopo : a che pro? per consumare in due ore quanto basta a vi- vere due settimane : e sciupare i l fatto nostro per dei parassiti che non ci servono a nulla. Avesse almeno lasciato fuori quella figura antipatica di N. ! ma no : se c'è un soggetto equivoco e mal capitato, Giorgio ha i l talento di tirarselo in casa pe' capegli. » Am i - ci, questa prosa è spaventevole, e pur molto verosi- mile. Or dunque, se siamo soliti a passare la vita i n- gannando e illudendo perfino noi stessi, non faremo almeno altretanto riguardo al caro prossimo? Sì, la dissimulazione, celando mille disgustose verità, è la virtù massima dell'inciviliment,o e la sua vera arte

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