RAJBERTI - Arte di convitare parte prima - 1937
moni i, meteore, comete; per esempio, Byron, Liszt e altri consimili vagabondi immortali. Questi idoil del secolo mirano in tutto agli effetti da scena, e l i attendono dalla nostra bontà, che è immensa essa tab pure. Quel giugnere desiderati a lungo, e quando già si aveva disperato di possederli; quelle venti boc- che che si arrestano dal mangiare, e quei venti cuori che battono con più di frequenza, e quei venti paja d'occhi che si affissano sul Genio trasognato, e quel bisbigliare sommesso e rispettoso; tutto ciò è abba- stanza piccante perchè valga la pena di procurarsi e procurare siffatte emozioni. E nella stessa sera pei caffè, per i palchetti dei teatri, per le conversazioni si sparge la notizia che al pranzo del marchese A il famoso O (che è sempre un forestiere con un no- me esotico) aspettato per più di un'ora, arrivò alle sette e diciotto minut,i dopo i l manzo. E tutti inar- cano le ciglia. Ma per farsi lecite queste cose grandi, bisogna portare dei nomi grandi. Se in cambio di Liszt o di Byron 1 ) voi siete semplicemente i l signor 1) Quant o a Liszt , fui testimoni o io di una di quest e compars e cal - colate : entrò nell a sal a a pranz o innoltrato , con una di quell e cier e da cataclism a ambulant e che non si dimentican o più da chi sent e tutt o il ridicol o di un sublim e così grottesco . Quant o all'altr o invasato , l'ho introdotto , benché mort o da molt i anni , perdi o la debolezz a in discors o era famigliar e a que l poet a grand e e infelice , la cui vit a fu un eser -
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