RAJBERTI - Arte di convitare parte prima - 1937

Taddeo, o i l signor Bartolomeo, no n v i aquisterete altra fama che d i villano indiscreto, o forse nemmen tanto, perchè nessuno rimarcherà l a vostra assenza o i l vostro arrivo. Giorgio, poiché vuoi attendere ancora u n momento a riguardo del dottore, andiamo i o e tu a dare un'oc- chiatina alla tavola.... eccoci. Bene questa stuoja, e ottimamente questa stufa, che difunde u n tepore de - lizioso. Nel la mi a lunga esperienza m i è occorso d i trovarmi a qualche pranzo, dove s i avrebbe dovuto stare i n ciacche, tabarro e cappello, e anche colPom- brello spiegato, no n dirò sopra l a testa, m a dietro le spalle, pe r ripararsi da i colpi d i vento che irrompeva nella sala a ogni aprir d'uscio. Forse co l permettere questi disagi, gl i ospiti sagaci intendevano darci un a eloquente lezione di filosofia morale, ricordandoci che anche i n mezzo a i piaceri l'uomo è essenzialmente nato pe r patire. « Eh , dico, Giorgio ! che significano quelle cartoline distribuite su tutti i coperti? l a destinazione de i po - sti, eh ? — Appunto. — Perdona, mi o caro, ma que - cizi o e un torment o d i piccol e vanità. Ne l legger e la d i lu i biografi a è facil e l'indovinar e che l a sua tetr a misantropi a derivava , almen o i n gra n parte , da l dolor e d i esser e zoppo ; egli, che attaccav a tant a impor - tanz a all e virtù ginnastiche , all'eleganz a esteriore , all a bellezza , all a bellezz a dell e mani . . . , e trovars i fritt o ne i piedi!

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