RAJBERTI - Arte di convitare parte prima - 1937
sta usanza mi sembra alquanto gretta, e non ti ac- cadrà mai di vederla tra quelle famiglie che dettano le leggi del buon gusto. Implica l'idea di una certa importanza che si vuol dare al vario grado di merito dei convitati, e ciò non va bene. Avendo tra gli ospi- ti alcune persone degne di speciali riguardi, le s'in- vitano con disinvoltura a sedere a quei due o tre po- sti che, secondo la forma della tavola o altre circo- stanze locali, appajono i più onorevoli. Tut ti gli altri lasciamoli distribuirsi a loro beneplacito. Mi imagino poi che nella destinazione dei posti avrai mirato allo scopo essenziale di alternare uomini e donne il più che si possa. —- Certo, questa è la mira principale. — Capisco: pare quasi che si voglia farla in barba alla dottrina cristiana, dove si separano i sessi perfino colle tende : ed è superfluo l'aggiugnere che altra stu- diosa cura è quella di allontanare più che sia possi- bile i l marito dalla moglie, la madre dalla f igl ia: e di metter vicini qui un pajo d'amanti già consta- tati, là due persone che offrano la probabilità di di- venir tali. Caro Giorgio, le sono tutte corbellerie di genere abbastanza rancido, che per solito non con- ducono a nulla di buono. Certamente che la noja o il piacere d'un pranzo diminuisce o cresce assai dal- l'avere vicino un individuo antipatico o prediletto;
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