RAJBERTI - Arte di convitare parte prima - 1937
miei consigli di filosofia gastronomica, e dall'altro una delle tue figlie che almeno non dirà sciocchezze e, in cambio di voler essere servita da me, starà at- tenta a non lasciarmi mancare di nulla. Del resto, mi congratulo che la tavola è ben disposta e ornata, e sopratutto che ci staremo commodi e con sufficiente spazio per muoverci e manovrare delle braccia. Lo sconcio di far servire una tavola per un numero maggiore di persone che non si possa senza disagio, è grave e pur troppo assai frequente: anzi, mi ricordo di averne mosso lagnanza, sono già molti anni, in qualch'una delle mie opere passate; credo precisamente nella Prefazione d e l lmei opere f u t eu r; ma i l disordine continua, come se io non avessi mai fatto gemere i torchi. È destino dei l ibri buoni di non essere ascoltati mai. Il publico è così avvezzo a leg- gere teorie oscure e imbrogliate, sopra temi che non hanno nulla a che fare colla vita reale, che, quando gli vengono sott'occhi precetti sinceri, facili, eviden- ti e di giornaliera applicazione, crede perfino che l'autore buffoneggi, lo chiama u m o r i ,s t a piglia in riso le più savie ammonizioni, e seguita a diportarsi sceleratamente. V i sarà una tavola che, tirata alla sua massima estensibilità, può ragionevolmente ser- vire a sedici persone; e si vuol già mettercene intor-
Made with FlippingBook
RkJQdWJsaXNoZXIy ODkxNTE=