RAJBERTI - Arte di convitare parte prima - 1937
no diciotto; via! per amore del prossimo ci ingegne- remo a starci. Sopragiungono altri due inattesi: che s'ha da fare in questo caso? ilico et i m m e dei a t appa- recchiare una piccola tavola di soccorso, vera tavola di salvamento per tutti e venti, giacché accoglierà non due ma quattro persone, a sollievo della mensa maggiore. Ma per sòlito non si fa nulla di ciò : ben- sì si continua a stringere le file già troppo fitte della tavola : per dare così a tutti un vero saggio di tortu- ra, e sciogliere un problema di fisica sull'ultimo gra- do possibile di coercibilità del corpo umano. Per giu- gnere a così deplorabile risultato, partono dal dato fallacissimo che, mettendo intorno alla tavola venti scranne bene unite e serrate, vi stanno tutte: quasi- ché una persona di oneste dimensioni, non debordi dalle meschine seggiole moderne delle nostre came- re: e quasiché, anche non debordando, si possa far senza di un certo spazio tra l 'uno e l'altro per distac- care i gomiti dalle costole. Che se fra i commensali vi sono dònne fornite di molto s e n t i moe n t e uomini consunti al par di me, si finisce a levarsi da tavola storpiati, coll'asma e coi crampi. Io, quando prevedeva siffatte angustie, teneva i l si- stema di collocarmi a un angolo della tavola in modo da aver disimpegnata almeno la destra : ma ciò non
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