RAJBERTI - Arte di convitare parte prima - 1937

trivialità, giacché bisogna pur farla, vorrei farla be- ne, e non posso perchè siamo qui stivati e calcati come le sardelle in un barile. » Un moderno filosofo nell'opera: Les classiques de la table, ci dice chiaro e netto: c a l c uzl esa l o n g ure u {de la table) de manière à laisser une p l aec de 2 4 pouces à chaque c o n v .i v e Ora, ventiquattro pollici corrispondono a sessantacinque centimetri, ossia on- de tredici milanesi. Non c'è da ridere: si spende i l calcolo sublime per molte curiosità astronomiche che non servono nemmeno a fare i l lunario, e non si esporrà i l ragguaglio delle misure per sedere com- modi a pranzo? credo che in ciò mi darebbe ragione perfino donna Lucinda, a cui dovetti quella volta comprimere tanto i l sentimento. Dunque tredici on- de di spazio per testa. Se poi è vero che le scienze hanno sempre da progredire, e che ogni nuovo trat- tato deve allargare le conquiste degli antecedenti, sarei quasi inclinato a dimandare un'oncia di più: ma non voglio soverchiare quel pensatore illustre: stiamo quindi alla di lui misura, dalla quale però non s'abbia a demordere una linea, almeno quando si trat- ta di uomini di molto peso e di donne grosse o vesti- te a vapore. E se trovate che le famiglie sieno ancora incorreggibiil sopra un punto così essenziale, vi con- -—119

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