RAJBERTI - Arte di convitare parte prima - 1937
siglio a recarvi ai pranzi muniti di quel braccio sno- dato che tengono sempre in tasca gli assistenti di fa- brica e i muratori. Giunti alla tavola, e vedendo di • doverci stare oppressi, cavatelo, misurate, e recla- mate senza remissione i l pieno godimento delle vo- stre tredici oncie dhe vi toccano di stretto diritto, e come la légitima, a termini del codice sullodato, e del mio. Ora ritorniamo fra gli amici; ecco che arriva i l dot- tore. «Dimando mille perdoni a questa bella com- pagnia del mio ritardo involontario. — Bravo dot- tore, non si aspettava che te: hai avuto qualche vi- sita d'impegno, eh?-—Sì, da una contessina che mi volle presso al suo letto finché fosse passata l'ora del parossismo nervoso.—-Giorgio, non credergli, veh!—-Sei pur mal igno: non potrebbe esser e vero? —• Nemmeno per sogno : ti pare che abbia una ciera da curar contessine? vogliono esser e altre faccie; ed è un bel che se gli lasciano toccare i l polso al guat- tero o allo stalliere. — Ah dottoraccio (per distin- guerti dal dottore), aveva ben ragione quella dama che ti chiamava una gran lingua d'inferno! » - Signori, la tavola è pronta. — Tut ti si alzano, ma nessuno s'incammina, e formano un gran semicer-
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