RAJBERTI - Arte di convitare parte prima - 1937

sì distinte occasioni sappiano diportarsi bene. Cap-i scono che sono là per favore, che bisogna osservare e imparare, lasciar fare e obedire. Perciò non alzano mai la voce; si lasciano servire quando viene la loro volta; non istorpiano di cortesie i vicini di posto; in- somma, la loro officiosità è passiva, riserbata, umi- le, come quella dell'Azzeccagarbugli alla mensa di don Rodrigo. Ma quando si trovano nel loro ele- mento naturale, fra i l popolo, dimentichi affatto di quelle sublimi lezion,i ritornano agli istinti della pro- pria specie, e riescono d'una clamorosità così assor- dante, d'una così opprimente gentilezza, d'una cor- v dialità tanto vessatoria, che sono capaci di sgridare da un capo all'altro della tavola o la signora tale perchè non mangia come un omaccio, o i l signor tal altro perchè non beve un bicchiere di vino ogni minuto. t •

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