RAJBERTI - Arte di convitare parte prima - 1937
paradiso senza passare per le pene del purgatorio. - Mo l t ,i per procurarsi questo piacere, ritardano espres- samente l 'ora della tavola; e alcuni, che non hanno tanta flemma, anticipano la sera chiudendo le im- poste. E fanno benissimo; e l i loda anche i l Petrar- • ca che scrisse per loro i l famoso verso: G e ne t a cui si fa notte i n n ainszera. Dunque, fiatl u!x la più bel- la parola della bellissima creazione. » «Eh, dico, Giorgio, che cosa contengono quei due gran piatti che girano uno a destra, l'altro a sinistra ? <—È un po' di salato per aguzzare l'appetito. — Di fatti ora vedo: salame crudo, salame cotto, lingua affumicata, spalletta, prosciutto... oh che fraganza, è una delizia! dopo poi verrà la frittura, e dopo i l lesso, e dopo la minestra; dico bene?—-Precisamen- te.-— Ma bravo! se diventerò principe, ti prometto il posto di fattore in alcuno de' miei possessi: per- chè, non andare in collera, caro Giorgio, ma quest' ordine di pasto non è più permesso che nei villagg,i e tra quelle famiglie che mangiano in cucina. Sappi adunque che, per massima affatto elementare e vera regola d'abicì, i l pranzo deve cominciare sempre e poi sempre dalla minestra: e i l volerla servire dopo una o più vivande riesce per gl'intelligenti uno scon- 128 —
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