RAJBERTI - Arte di convitare parte prima - 1937
ciò, come sarebbe a vedere una dama al passeggio non seguita ma preceduta dalle proprie livree. Nè occorre indagare se un precetto così assoluto s'ap- poggi a valide ragioni: si usa così. Perchè una tra- gedia deve avere cinque atti, nè più nè meno? la ragione principale, se non l'unica, sta i n ciò, che tut- ti gli autori classici si attennero a quella cifra. E così ti dico che tutte le case classiche e che fanno testo (superba questa mortatella!) cominciano i l pranzo dalla minestra, come s'incominciano le orazioni dal farsi i l segno della croce: e chi fa i n modo diverso è gente che mangia, ma non sa mangiare. Questo ar- gomento, desunto dall'autorità, ti confesso che per me è di un gran peso, quando si tratta di signori a tavola: perchè è proprio là che sono grandi e supe- riori ad ogni critica: a segno tale che, accadendomi di vedere alle loro mense qualche usanza strana e inconcepibile, l'attribuisco umilmente alla pochezza del mio ingegno non abbastanza nudrito di forti stu- dii su queste materie interessanti. » Però, quando si volesse spingere l'indagine filosofica a rintracciar le cause intrinseche di questo uso, di - re i: che, accingendoci a un forte pasto dopo molte ore di digiuno, qualche cosa di leggiero e brodoso è indicatissimo per disporre lo stomaco e lubricare le
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