RAJBERTI - Arte di convitare parte prima - 1937

che in compendio ci menerebbe troppo per Te lun- ghe, e sarebbe inutile allo scopo pratico. Però, un cenno brevissimo, altamente filosofico, a viste gran- diose, complesse, sintetiche, ve lo diedi anch' io quando provai che dalla cucina ebbero vita tutte le scienze, tutte le arti, tutte le cose buone e belle di questo mondo. Ora soggiungo che i l pranzar bene non basta, ma bisogna pranzare in buona compa- gnia, perchè ciò produce i l piacere morale, e raddop- pia i l piacere fisico, rendendoci capaci di mangiare il doppio del solito. Chiamo in testimonio di questa verità tutti i miei lettori, eccettuati però quelli che vanno via a pranzo tutto l 'anno: perchè il mangiar sempre i l doppio del solito è un po' difficile a otte- nersi. Ma come si fa a pranzare in buona società-? Io, rifiutando l'idea della venale osteria, non vedo che due mod i: o andare a cercarla in casa altrui, o attirarla in casa propria. Per i l primo caso abbisogne- rebbe un trattato sull'arte di farsi convitare, su di che forse discorreremo un'altra volta; per ora amo • meglio trattenervi del secondo caso, che sotto vari rapporti facilita anche i l primo, e quasi lo include. Dunque, quando alcuno di voi ha deciso di dare un pranzo, e fissato i l giorno, che cosa ha da fare? sce- gliere i commensali e poi invitarl.i Mi riesce corno-

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